VICENZA: EX CARABINIERI E POLIZIOTTI, ECCO LE RONDE DEL SINDACO VARIATI |
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di: Redazione Nsd
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martedì 17 febbraio 2009 |
(Il Giornale di Vicenza) - Poliziotti, carabinieri e finanzieri a riposo arruolati per mettere in pista ronde anti-crimine anche a Vicenza. È la ricetta del sindaco Achille Variati per garantire controllo del territorio e una maggiore percezione di sicurezza, nonostante le difficoltà dello Stato nel finanziare l'incremento del numero di agenti e mezzi a sostegno delle forze dell'ordine.
Ancora una volta Variati cavalca la tigre della sicurezza, che già gli ha guadagnato l'etichetta di "sceriffo rosso", mai particolarmente gradita dall'interessato, ai tempi del giro di vite contro i nomadi ospiti dei campi comunali che si macchiano di reati penali. Non è un caso se la sicurezza, con i servizi sociali e la scuola, sia uno dei pochi capitoli del bilancio comunale preservato dai tagli.
LA PROPOSTA. «Il termine ronde non mi piace molto - dichiara il sindaco Variati - ma l'idea è quella di chiedere ai tanti carabinieri e poliziotti in pensione, che hanno ancora un'età e, soprattutto, una professionalità da spendere, di continuare in altri modi il servizio prestato al Paese». Da palazzo Trissino fanno sapere che contatti con gruppi e associazioni sono già stati avviati, proprio mentre si infiamma il dibattito sulle ronde.
CONTROCORRENTE. Il progetto di Variati si pone controcorrente rispetto al pensiero del Partito democratico. Nei giorni in cui l'opinione pubblica è allarmata dal tragico ripetersi di stupri e altre violenze, il ministro degli Interni, il leghista Roberto Maroni, si fa promotore di un decreto che introduce le ronde: squadre di cittadini disarmati al servizio dei sindaci per controllare il territorio. Il Pd veneto, però, chiude la porta. Per il segretario Paolo Giaretta servono più soldi a carabinieri e polizia, non più ronde in giro per la città: «Siamo molto preoccupati per l'ondata di violenze, ma siamo preoccupati per l'assenza di una politica davvero efficace da parte del governo, che preferisce misure ad effetto, ma non esita a tagliare, pesantemente, le risorse alle forze dell'ordine».
LA STRATEGIA. Nettamente contrario a soluzioni populiste come le ronde di partito, il sindaco berico si pone il problema del presidio del territorio comunale in una fase storica particolare per il capoluogo: il raddoppio della base Usa, le tensioni in città, la composizione socio-demografica caratterizzata da processi di integrazione fra etnie non ancora perfezionati, la presenza di quartieri e aree problematiche, che attendono progetti per essere riqualificati per riconquistare appeal agli occhi dei vicentini. Di qui la scelta di avviare contatti per chiedere un aiuto a ex poliziotti, carabinieri, finanzieri, tutti servitori dello Stato che forniscono assicurazioni sotto il profilo delle motivazioni e delle capacità e modalità di intervento. «Ne ho già sentiti diversi - afferma Variati - tutta gente preparata, che tra l'altro conosce le armi e che accetterebbe volentieri di essere ancora utile al proprio Paese. Non possiamo nasconderci dietro un dito: in molte città, compresa Vicenza, i problemi ci sono e credo che delle ronde particolari, qualificate, professionali, potrebbero fare molto bene».
LE SENTINELLE. Variati pensa ad applicazioni concrete come i controlli sulle ordinanze comunali. Se appare impraticabile piazzare una pattuglia all'esterno di ogni bar, grazie alle ronde può essere scongiurato il consumo di alcol nei luoghi pubblici all'aperto, come prescritto da un'ordinanza. La nuova amministrazione comunale sembra intenzionata a scommettere sulle sentinelle civiche. È il caso dei nonni vigile, ma anche degli alpini, assoldati per riportare serenità all'oratorio di S. Bertilla.
Gian Marco Mancassola
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