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TIFOSI & CAMPIONATO: IL VIMINALE INTRODUCE PER DECRETO DUE NUOVI REATI

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di: Redazione Nsd   
venerdì 03 settembre 2010
(L'Unità) - Venerdì prossimo il ministro dell'Interno Roberto Maroni porterà in Consiglio dei Ministri due nuove norme contro la violenza negli stadi. Steward come pubblici ufficiali e la possibilità di arrestare anche tre giorni dopo i fatti. Premiare fedeltà e responsabilità del tifoso-sportivo da una parte. Isolare in tutti i modi il tifoso-teppista dall'altra. Continua la manovra del Viminale per rendere gli stadi di calcio luoghi sicuri, possibilmente piacevoli. Dopo la tessera del tifoso - che ancora eccita gli animi delle tifoserie ultrà - il ministro dell'Interno Roberto Maroni....







Dopo la tessera del tifoso - che ancora eccita gli animi delle tifoserie ultrà - il ministro dell'Interno Roberto Maroni venerdì prossimo porterà in Consiglio dei Ministri un decreto a due teste, giusto in tempo per la seconda giornata di campionato e blindare - almeno queste sono le intenzioni - il proseguimento dei campionati.


Doppio giro di vite

La prima norma introduce un reato nuovo di zecca, l'aggressione allo steward all'interno dello stadio che nei fatti mette sullo stesso piano i pubblici ufficiali e i tutor della sicurezza individuati dalle società di calcio per garantire l'ordine e il rispetto delle regole nelle curve e nei vari settori dello stadio. La norma è il modo per tutelarli al massimo nelle loro funzioni all'interno degli stadi senza però dare loro la qualifica di pubblico ufficiale. I tecnici dell'Osservatorio per lo sport hanno infatti fatto notare come gli steward, scelti dalle società all'interno delle tifoserie organizzate, possono magari avere qualche piccolo precedente, qualche questione in sospeso nata sempre nell'ambito delle passioni calcistiche e quindi potrebbe risultare impraticabile nonché rischioso trasformare gli steward in pubblici ufficiali.

La seconda norma, la seconda testa del decreto, fa tornare in vita una norma che ha funzionato molto bene negli ultimi tre anni ma che è scaduta il 30 giugno. Si tratta della possibilità di arrestare tifosi violenti anche trentasei ore dopo gli incidenti (arresto in flagranza differita). Spesso intervenire sul momento in una curva o in un settore dello stadio dove è scoppiata una rissa può essere pericoloso se non addirittura impossibile. Altre volte le immagini registrate degli impianti interni registrano immagini e volti e azioni ma non è possibile identificare e procedere al fermo in flagranza di reato nell'arco delle 24 ore. Cosi, solo per gli stadi, la flagranza di reato si allunga fino a tre giorni. Una norma inventata ai tempi di Pisanu al ministero dell'Interno (2003), sempre accompagnata da feroci polemiche assolutamente bipartisan, a destra e a sinistra perché il tifo vince sulla politica, e per questo stabilita a tempo. Nella speranza che magari ad ogni scadenza chi di dovere se ne scordi.

Le due norme sono complementari e funzionali alla tessera del tifoso. Sono circa 500 mila le card distribuite finora. Centinaia di migliaia quelle ancora in attesa. La tessera sarà obbligatoria per andare in trasferta a partire da gennaio 2011. Le tifoserie sono in rivolta contro quella che viene definita «una discriminazione», un «provvedimento da Ventennio fascista», una schedatura che rischia di essere inutile sotto il profilo della sicurezza. La tessera, che è anche una carta di credito, garantisce l'ingresso facilitato nello stadio e sconti su biglietti e trasferte. Fa nascere una nuova categoria di tifosi - quello «ufficiale» - e relega in fondo in fondo chi la tessera non ce l'ha. Perché non può averla. Ma magari anche solo per scelta.

Claudia Fusani




Tags:  tessera del tifoso stadio ultrà calcio viminale ministero dell'interno roberto maroni

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