TAGLI A COMMISSARIATI E VOLANTI: COSI' LA SICUREZZA PERDE PEZZI |
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di: Redazione Nsd
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lunedì 21 giugno 2010 |
(La Repubblica), di Roberto Petrini - Un caso a Palermo: le "cimici", fondamentali per le intercettazioni ambientali di mafiosi e spacciatori, rimaste negli armadi della Questura sono meno di una decina. Altro esempio: a Napoli si sta chiudendo il commissariato di Chiaiano, vicino a Secondigliano e alla sede della discarica oggetto di violenti scontri. Ed ancora: il taglio dei soldi per le missioni all'estero delle forze di polizia renderà impossibili i viaggi per riaccompagnare in patria gli immigrati irregolari. Sono i frutti amari della manovra del governo che impone tagli «lineari» e indistinti del 10 per cento alle spese per la sicurezza, in tutto 600 milioni in tre anni che colpiscono Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale, Polizia ferroviaria e di frontiera....
I sindacati sono in allarme: «Tagliare la legalità significa tagliare l' infrastruttura immateriale più importante nel territorio», denuncia Claudio Giardullo, segretario del Silp-Cgil. Il capitolo di bilancio sul quale è calata la scure di Tremonti si chiama «Ordine pubblico e sicurezza» e per una strana ironia dei numeri è denominato con il codice «007». Su queste grandezze le esigenze di bilancio si sono abbattute senza riguardi: solo nel prossimo anno il prezzo pagato dalla sicurezza sarà di 140 milioni ai quali vanno aggiunti i circa 180 milioni già previsti dall'analogo provvedimento triennale varato nel 2008 e che scaricherà i propri effetti nel 2011. In tutto circa 322 milioni. Si tratta di numeri ma dentro ai tagli c' è la gran mole di operatività delle forze di polizia.
Ad esempio, la norma che pone alle spese di manutenzione il tetto del 2 per cento del valore dell'immobile significa che questure e commissariati rimarranno abbandonati con locali in disfacimento. C' è poi la questione degli straordinari: la manovra blocca stipendi e straordinari per tre anni al livello del 2010. Ciò significa che Polizia e Carabinieri, che fondano buona parte del loro salario su ore di straordinario improvvise e spesso notturne, dovranno lavorare (perché non possono rifiutarsi) ma non potranno essere pagati. Senza contare il doloroso capitolo della mobilità: questori e dirigenti sono sottoposti a cambi di residenza frequenti e improvvisi, ma d' ora in poi le indennità per i traslochi sono cancellate e ci si dovrà spostare a spese proprie, famiglia compresa. Così come vengono aboliti i rimborsi chilometrici per coloro che, per motivi di servizio e per indagini, utilizzano la propria auto privata.
Altri esempi? A Palermo - viste le ristrettezze di bilancio imposte dal decreto - si è già deciso che gli sportelli dei commissariati per le relazioni con il pubblico rimarranno chiusi per due ore al giorno. E chi deve fare una denuncia? Dovrà recarsi alla Questura centrale. «E' chiaro che le denunce diminuiranno e ci sarà qualcuno che dirà che è un segnale della riduzione della criminalità», osserva amaramente Giardullo. Infine la sicurezza sulle strade, che va dagli incidenti mortali alle stragi del sabato sera. In una regione ricca e popolosa come la Lombardia la Stradale dispone di sole 96 auto efficienti sulle 270 in dotazione. Chilometraggio, usura, danni meccanici hanno bloccato buona parte del parco macchine che, visti i tempi, non potrà essere né riparato né sostituito. Così 1.100 uomini della Stradale devono accontentarsi: un' auto di pattuglia ogni undici agenti. A Milano la situazione è drammatica: su 60 volanti previste, ne circolano 15. Alla faccia della sicurezza del territorio.
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