SICUREZZA: MINNITI, SERVE UN CENTRO UNICO NAZIONALE |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 06 maggio 2010 |
(Adnkronos) - Un "Centro unico" per la sicurezza nazionale. Marco Minniti, nella sua veste di presidente della Fondazione Icsa (Intelligence, culture and strategic analysis), rilancia l'idea che in Italia nasca una istituzione, una figura, sul modello del 'Consigliere per la Sicurezza nazionale', ampiamente affermato negli Stati Uniti. L'occasione è quella del convegno, organizzato dalla Fondazione Icsa, per discutere della "Protezione delle infrastrutture critiche in Italia", che ha visto la partecipazione dei vertici dei servizi di intelligence italiani e di molti 'security manager' di aziende private....
Partendo dalla considerazione che "un mondo sempre piu' potente", dal punto di vista tecnologico, e' anche "sempre piu' facile", il parlamentare Pd ed ex sottosegretario all'Interno, richiamando la recente riforma dei servizi di intelligence, "una operazione importante, ma che come tutte le leggi necessita di un 'tagliando', sottolinea come, sul fronte della sicurezza delle infrastrutture vitali, "non possiamo consentirci la casualita'".
Di qui, la necessita' di evitare la "frammentazione" fra vari organismi, ma anche l'"assemblearismo" che tenta di coniugare, con eccessi quantitativi le esperienze pubbliche e quelle private. Si pone, quindi, per Minniti il tema di "chi decide" di fronte a situazioni di crisi. Per questo, e' necessario "un punto unico di congiunzione che sia di riferimento per tutte le questioni che riguardano la sicurezza". In altri Paesi, rileva Minniti, "c'e' un consigliere per la sicurezza nazionale".
Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica, e oggi segretario amministrativo della Fonfazione Icsa, di cui e' presidente onorario Francesco Cossiga, nel suo intervento ha sottolineato come in Italia vi sia "una sottostima generalizzata verso un possibile inceppamento o collasso delle infrastrutture critiche".
Di una "cointeressenza tra parte pubblica e privata" ha parlato il direttore del Dis, Gianni De Gennaro, per il quale, "il rinnovato sistema di intelligence, da' chiaramente segnale alla struttura pubblica, di dover proteggere e tutelare il sistema-paese anche nei suoi aspetti privati".
Del rapporto tra pubblico e privati, proprietari o concessionari di infrastrutture critiche, ha parlato anche Nicola Izzo, vice capo della Polizia vicario, che ha ricordato la creazione del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (Cnaipic), definita una struttura di eccellenza. Quanto al futuro, ha detto Izzo, "quello che sara' lo sviluppo informatico e crimini che potranno derivarne, non possiamo nemmeno immaginarlo".
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