HomePOLITICA SICUREZZA: COCER E SINDACATI CONTRO IL GOVERNO. CAOS PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO
SICUREZZA: COCER E SINDACATI CONTRO IL GOVERNO. CAOS PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO
di: Redazione Nsd
giovedì 17 settembre 2009
(NSD) - Si è concluso nel peggiore dei modi il primo incontro tra Governo e rappresentanti del Comparto Sicurezza e Difesa, tenutosi ieri presso la Funzione Pubblica a Palazzo Vidoni. Unanime il coro di proteste per l'insufficienza delle risorse messe a disposizione per il rinnovo del contratto, per il riordino delle carriere e per la specificità. I Sindacati di Polizia ed i Cocernon parteciperanno a nuovi incontri se non ci sarà un incremento di fondi da parte del Governo e hanno già preannunciato una mobilitazione a livello nazionale.
All'incontro erano presenti il ministro Renato Brunetta ed il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto. Secondo fonti sindacali, le risorse messe a disposizione porterebbero ad un aumento in busta paga di circa 40 euro mensili lordi, cioè il 60% in meno degli stanziamenti accordati dal governo Prodi per il precedente biennio economico.
Polemiche, infine, nei confronti del Ministro Brunetta che ha sostenuto che se la trattativa sul rinnovo non sarà chiusa entro la fine dell'anno, si riserverà la facoltà di utilizzare la norma che gli consente di anticipare unilateralmente al personale l'80% della somma stanziata.
TUTTI I COMMENTI DI SINDACATI DI POLIZIA E COCER
COCER CARABINIERI:
"Il Cocer Carabinieri se pur con rammarico, preannuncia la propria indisponibilità a proseguire gli incontri per il rinnovo del contratto economico 2008-2009, in quanto non ci sono i presupposti per avviare una seria discussione alla luce delle risorse finanziarie assolutamente irrisorie messe a disposizione dal Governo e soprattutto del mancato rispetto degli impegni sottoscritti dal Governo stesso in occasione della coda contrattuale.
Il Cocer chiede di avviare il tavolo tecnico sulla previdenza, di approvare la norma sulla specificità e di procedere con urgenza alla riforma della rappresentanza militare, istituto che potrebbe essere intanto parzialmente riformato stralciando quelle norme che sono condivise nei disegni di legge presentati sia dai partiti di maggioranza che di opposizione.
Il Cocer desidera altresì esprimere il proprio disappunto per il comportamento del ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione che ha limitato a pochi minuti la sua presenza in aula non rinunciando a mortificare la dignità dei rappresentanti del comparto difesa-sicurezza paventando la possibilità di avvalersi dello strumento legislativo che gli da facoltà di attribuire d'ufficio l'80% delle risorse finanziarie destinate al rinnovo del contratto".
SAP:
"Questo avvio di trattative contrattuali offende la dignità dei poliziotti italiani. Il ministro Renato Brunetta ha informato che per le forze dell'ordine non ci sono risorse aggiuntive, al di là degli incrementi pari al tasso di inflazione, pari al 3,2 per cento, che non coprono neppure il carovita reale. Brunetta ha rivendicato la tempestività di questo incontro, mentre noi gli abbiamo fatto notare che il nostro contratto è scaduto da 21 mesi e che, nonostante le promesse e gli impegni pubblici, il Governo non ha ancora assegnato risorse per il riconoscimento della specificità della professione e per il riordino delle carriere. Siamo l'unico comparto pubblico che non ha usufruito di una riqualificazione, senza contare che per le forze dell'ordine e le forze armate non è stata avviata neppure la previdenza complementare. Il Governo deve riconoscere nei fatti l'autonomia negoziale del nostro contratto attraverso la specificità. Rivendichiamo, in termini finanziari, l'appostamento di 400 milioni di euro per la specificità, la stessa somma stanziata dal precedente Esecutivo Berlusconi. Chiediamo, inoltre, ulteriori 300 milioni per il riordino delle carriere. Al momento, le cifre a disposizione sono di circa 40 euro mensili per agente e per il 2008 non ci sono neppure gli arretrati.
Al ministro Brunetta abbiamo ricordato, tra l'altro che l'esclusione delle forze dell'ordine dall'ambito di applicazione dell'art. 71 della legge 133/2008, quello delle penalizzazioni stipendiali per malattia, ce la siamo pagata da soli con 4,5 milioni di euro del vecchio contratto e che per quel che riguarda la Polizia devono essere ancora messi a disposizione 46 milioni di euro, già stanziati, per il fondo di incentivazione. Noi non ci stiamo e questo incontro preliminare per il rinnovo contrattuale non lo consideriamo un avvio di trattativa. Senza risposte concrete, il tavolo contrattuale per il Sap non ha più senso e siamo pronti ad una grande mobilitazione".
UGL-POLIZIA:
"Non si può abusare della pazienza dei lavoratori. Il governo non ha aggiunto risorse rispetto al risibile ed esiguo stanziamento per il rinnovo. A fronte di questa mancanza di attenzione verso gli operatori della sicurezza abbiamo immediatamente interrotto le trattative. L'Ugl Polizia di Stato chiede al governo di fare scelte coraggiose riconoscendo nei fatti il valore del lavoro svolto dalle donne e dagli uomini delle forze dell'ordine, cittadini prima che poliziotti, che vedono messa in discussione la possibilità di continuare ad esprimere la loro produttività. Servono segnali immediati e tangibili: detassazione della tredicesima mensilità, investimenti e risorse per la specificità e per il riordino della carriere, provvedimenti che possono essere inseriti già in finanziaria, senza considerare il problema più grande, quello previdenziale, ancora irrisolto".
CARTELLO SINDACATI POLIZIA (Siulp, Sap, Siap, Silp, Ugl, Coisp, Consap):
"Questa mattina a palazzo Vidoni, presso la Funzione Pubblica, si è svolta il primo incontro per verificare le disponibilità economiche complessive e la sussistenza delle condizioni per l'avvio delle trattative per il rinnovo contrattuale del biennio economico 2008/2009 tra Governo, sindacati e rappresentanze militari del Comparto Sicurezza. Immediatamente le parti sociali hanno dovuto prendere atto che il Governo, ancora una volta, ha dimostrato la mancanza assoluta di serietà e credibilità verso gli operatori della sicurezza, dopo averne lodato in più occasioni con dichiarazioni pubbliche l'azione ed i risultati conseguiti. Ancora una volta, dopo gli annunci, l'assenza di adeguati stanziamenti economici ha dimostrato la contraddittorietà dell'azione del Governo il quale, dopo aver dichiarato di avere tra le priorità della sua azione la sicurezza, non ha fatto seguire alle dichiarazioni d'intento la coerenza e la concretezza dei comportamenti assumendo spesso decisioni di segno contrario. Infatti, all'atto dell'approvazione della manovra finanziaria triennale, che ha prodotto un taglio per la Sicurezza di circa 3,5 miliardi di euro, è seguita l'assicurazione che sarebbero stati previsti investimenti con continui annunci d'imminenti stanziamenti economici finora mai realizzati.
Il Governo continua a chiedere sacrifici ed impegni sempre più gravosi alle Forze di polizia per dimostrare l'efficienza dell'azione in materia di sicurezza, per rassicurare i cittadini e lucrare il loro consenso politico ma contemporaneamente adotta scelte che appaiono vessatorie verso gli operatori della sicurezza e che mortificano la loro professionalità e la loro dignità funzionale. Il Governo ha stanziato risorse economiche per il rinnovo del contratto collettivo nazionale per il biennio economico 2008/2009 assolutamente insufficienti per garantire il mantenimento del potere d'acquisto delle retribuzioni degli operatori della sicurezza, per salvaguardare il costo della vita, ancor più per i molti che operano nelle grandi città, e per valorizzare la specificità professionale degli appartenenti alle forze dell'ordine. Il Governo ha ridotto del 60% gli stanziamenti per il rinnovo del contratto 2008/2009, rispetto a quelli destinati dal Governo Prodi con il precedente biennio, prevedendo un inaccettabile incremento economico per un Agente di circa 40 euro mensili lordi. Il Governo non ha previsto alcuno stanziamento aggiuntivo per valorizzare il ruolo e la professionalità nonché per riconoscere l'impegno e le peculiarità dei poliziotti, nonostante continue dichiarazioni alla stampa di voler contraddistinguere l'azione con scelte politiche e contrattuali di segno contrario. Il Governo è stato finora ampiamente inadempiente sugli impegni formalmente assunti in occasione d'incontri ufficiali o al tavolo negoziale con le parti sociali che avrebbero dovuto attuarsi mediante interventi legislativi, mai attuati, in materia di riordino delle carriere, specificità lavorativa e correzione di norme sulla malattia.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni non è esente da gravi e persistenti responsabilità istituzionale e politica rispetto all'indifferenza, all'immobilismo e alla totale disattenzione del Governo verso gli operatori della sicurezza e spesso il suo silenzio è apparso assordante. Maroni ha la responsabilità di aver finora passivamente accettato l'ingiustificato e persistente ritardo del Ministero dell'Economia nella attribuzione di una parte di risorse economiche pari a oltre 40 milioni di euro destinate alla Polizia di Stato per il pagamento della contrattazione di 2° livello per l'anno 2008. Cosa che ha determinato un'inaccettabile sperequazione ed una disparità di trattamento economico in danno dei soli poliziotti rispetto agli altri operatori della sicurezza e della difesa che hanno avuto la totale ed immediata disponibilità delle risorse economiche previste. Il ministro dell'Interno ha la responsabilità di aver finora passivamente accettato che il Ministero dell'Economia trattenga da oltre due anni decine di milioni di euro, già versati dalle società convenzionate e destinati ai poliziotti delle specialità quali indennità accessorie per l'impiego in attività operative.
Chiediamo al Governo di destinare risorse economiche aggiuntive nella prossima Legge Finanziaria per consentire una reale apertura delle trattative per un rinnovo contrattuale che nei suoi contenuti economici possa definirsi almeno dignitoso per gli operatori della sicurezza e che possa altresì rendere tangibile e concreto il riconoscimento della specificità professionale e del quotidiano impegno operativo dei poliziotti. Seconda richiesta quella di un chiaro, preciso e formale impegno di destinare risorse economiche, anche in forma pluriennale per il riordino delle carriere. Al ministro dell'Interno il sindacato chiede una maggiore attenzione, una presenza più visibile e puntuale, ed un impegno fattivo e coerente con il proprio ruolo politico ed istituzionale e con le dichiarazioni d'impegno assunte anche con le parti sociali che rappresentano il personale della Polizia di Stato, per correggere le attuali sperequazioni in danno dei poliziotti e prevenire per il futuro il determinarsi di analoghe situazioni, riaffermando concretamente il ruolo e la centralità del Ministro dell'Interno nel sistema sicurezza del Paese.
Se nella prossima Legge Finanziaria non saranno previsti adeguati stanziamenti economici coerenti con gli impegni formalmente assunti e non si riscontrerà anche una netta inversione di tendenza anche in ordine alle modalità e ai tempi di gestione delle risorse disponibili, rimuovendo e correggendo le situazioni che hanno finora generato una forte ed ingiustificata penalizzazione verso i poliziotti, le Organizzazioni Sindacali non sono disposte ad avviare alcun confronto che veda la presenza dei sindacati di polizia al tavolo negoziale ed inizieranno, al contrario una inevitabile stagione conflittuale e di generale mobilitazione della categoria per la difesa della propria identità e della specificità professionale".
SINDACATI DI POLIZIA PENITENZIARIA (Sappe, Osapp, Sinappe, Cisl Fns, Fp Cgil, Ugl):
''Abbiamo preso atto dalle parole del Ministro Brunetta che le risorse economiche stanziate dal Governo con la legge finanziaria 2009 per il rinnovo del biennio 2008/2009 del contratto del personale del Comparto Sicurezza quelle sono e quelle rimarranno; che il riconoscimento della specificità del personale del Comparto è di là da venire, perché contenuta in una norma che sta proseguendo l'iter parlamentare; che se la trattativa sul rinnovo non sarà chiusa entro la fine dell'anno egli si riserva la facoltà di utilizzare la norma che gli consente di anticipare unilateralmente al personale l'80% della somma stanziata. Al Governo e al Ministro Brunetta rammentiamo che gli impegni assunti vanno sempre rispettati; che spetta alle rappresentanze sindacali del personale difendere in ogni sede e con ogni mezzo a propria disposizione la professionalità, la dignità e gli stipendi dei poliziotti penitenziari, già tra i più bassi d'Europa; che l'offensivo aumento di circa 40 euro mensili corrisponde a circa il 50% in meno di quanto accordato dal governo Prodi nel biennio 2006/2007 e che, infine, è ora che l'esecutivo manifesti concretamente l'attenzione che sempre dichiara di avere verso il personale che garantisce la sicurezza di questo Paese.
Piuttosto che tentare invano di minacciare i sindacati, il Ministro Brunetta e il Governo si preoccupino invece di trovare le risorse economiche necessarie a far partire realmente le trattative. In caso contrario le organizzazioni sindacali 'non saranno disposte a sedere ad alcun tavolo negoziale, predisponendosi al contrario per l'apertura di una lunga ed inevitabile stagione conflittuale e di mobilitazione generale''.
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Iscrizione R.O.C. n.17420 Rivista "Il Giornale dei Carabinieri": Autorizzazione del Tribunale di Roma n.59/97 del 31/10/97