SI RIAPRE LO SCONTRO SUI TAGLI: "PIU' FONDI ALLA SICUREZZA" |
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di: Redazione Nsd
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lunedì 17 ottobre 2011 |
(Quotidiano.net) - Cifre e annunci che si rincorrono per i comparti difesa e sicurezza, messi a dura prova. Nel disegno di legge di Stabilità, appena presentato, non è chiara l’entità di tagli e sconti. Venerdì scorso, al termine del consiglio dei ministri, il titolare della Difesa ha iniziato a fare un po’ di calcoli, spiegando che «il surplus di gettito dell’asta frequenze andrà per il 50% alla diminuzione dei tagli ai ministeri, con priorità per difesa e sicurezza». L’extragettito di cui parla è pari a 1,6 miliardi, quindi la metà destinata ai ministeri è di 800 milioni. Questi saranno distribuiti con un decreto successivo che stabilirà come suddividere il minitesoretto fra una ventina di voci....
Sempre il 14 ottobre, La Russa dichiara soddisfazione «per essere riusciti a ridurre un taglio delle forze armate: rispetto agli 1,4 miliardi previsti, dovremo riuscire a ridurre la sforbiciata a poco più di un miliardo». Contemporaneamente, il collega Maroni rivendicava la trattativa con la quale aveva ridimensionato della metà la scure da 550 milioni sulle forze dell’ordine. Ma nel ddl Stabilità si legge che Polizia e Carabinieri avranno 60 milioni in meno. E già i calcoli cominciano a non tornare più.
IL GIORNO dopo, da Washington, il ministro La Russa tira le somme: gli 800 milioni dell’asta frequenze «saranno assegnati prioritariamente ai comparti difesa e sicurezza. Noi ne abbiamo chiesti 400, ma pensiamo che alla fine ce ne daranno 300, così che il taglio dovrebbe ridursi a un miliardo e 100 milioni». Ieri, nuovo giro di cifre: 200 degli 800 milioni andranno al comparto difesa, altri 200 al comparto sicurezza. Ai giornalisti che chiedevano a La Russa un commento alle dichiarazioni dei sottosegretari Crosetto e Mantovano che chiedono di ridurre i tagli all’intero comparto, il ministro ha risposto dicendo: «E’ chiaro che i sottosegretari non parlano mai se non in accordo con i rispettivi ministeri, e quindi sicuramente noi riteniamo che il comparto sicurezza e difesa debba continuare ad avere un trattamento specifico». Non è chiaro a quanto ammonta il trattamento.
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