PREFETTI, POMPIERI E FORZE DELL'ORDINE PROTESTANO CONTRO LA SCURE TREMONTI. DECISA LA MOBILITAZIONE |
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di: Redazione Nsd
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lunedì 05 luglio 2010 |
(L'Unità) - Il taglio delle tredicesime sarebbe stato la beffa finale, ma il danno resta, ed è ingente. Tanto che, per la prima volta, sono tutti uniti: le rappresentanze sindacali dei prefetti, della polizia di Stato e dei vigili del fuoco annunciano una mobilitazione compatta contro la manovra e, "stanchi dell’assenza del ministro Maroni, chiedono un intervento urgente del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio dei ministri". Monta la protesta contro i tagli - 600 milioni in meno che si aggiungono al miliardo già tagliato nel 2008, ricorda il Siulp - che ha già portato poliziotti e carabinieri in molte piazze d’Italia solo l’altro giorno.....
E adesso i sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato, Coisp, Anfp, il sindacato dei prefetti Sinpref, la Fns Cisl Vigili del fuoco, concordano: «La totale disattenzione del ministro Maroni ai problemi del personale del suo ministero è riuscita in un’impresa storica: l’unificazione di tutte le nostre rappresentanze sindacali», si legge in una nota congiunta. «La manovra - dicono - che porterà tagli al ministero dell’Interno per oltre 600 milioni e di cui il ministro Maroni si è totalmente disinteressato, risponde a logiche esclusivamente ragionieristiche ed è espressione della potente lobby dell’alta burocrazia del ministero dell’Economia. Gli ultimi emendamenti presentati dal senatore Azzollini tagliano addirittura le tredicesime, mentre vengono sperperate decine di milioni per una non precisata “mini naja” sperimentale presso il ministero della Difesa. Una iniziativa tanto pittoresca quanto costosa che non servirà neppure come titolo per futuri concorsi».
Maroni, dal canto suo, si dice «sorpreso e mareggiato» per le proteste e assicura che «le riduzioni non incideranno sulla sicurezza». Ma, intano, anche i Carabinieri si sono lamentati dei continui tagli al comparto sicurezza che, tradotti, significano meno pattuglie in strada, meno caserme e stazioni di polizia, meno dotazioni e strumenti di lavoro. Insomma, meno sicurezza. Le associazioni di polizia, vigili del fuoco e prefetti proclamano dunque «una mobilitazione generale e chiedono un immediato intervento» di Napolitano e di Berlusconi.
Proteste e proposte dell’Associazione nazionale Funzionari di polizia legate alla manovra sono raccolte in una pagina a pagamento apparsa ieri sul quotidiano La Repubblica con il titolo «Sicurezza a rischio». Tra i suggerimenti per migliorarla, aumentare l’efficienza nell’uso delle tecnologie e nell’impiego delle risorse umane, «restituendo i poliziotti alla polizia», organizzare in modo più razionale le auto blu, i mezzi e i servizi di scorta, valorizzare e promuovere le professionalità interne, controllare la spesa immobiliare e, in particolare, le dismissioni e cartolarizzazioni, motivare al risparmio dirigenti e poliziotti.
In questo clima, l’emendamento Pdl sul taglio alle tredicesime (sul quale il governo ha fatto marcia indietro), ha definitivamente esasperato gli animi. La rabbia è rimbalzata anche in Rete, con centinaia di messagi apparsi sui social network. E persino sul Fan Club di Berlusconi si leggono messaggi di questo tenore: «Ma lo sa Azzolini che lo stipendio di un poliziotto è di 1.500 euro e che molte famiglie aspettano la tredicesima per ripianare i debiti contratti per sopravvivere durante l’anno? Fate uno scatto d’orgoglio e rinunciate voi politici e manager pubblici alla tredicesima. Sono profondamente deluso».
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