MILANO: MAULLU, ASSEGNARE CASE POPOLARI A FORZE ORDINE E VIGILI FUOCO |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 04 novembre 2009 |
(Adnkronos) - ''Si rende necessario, in vista di un'auspicata riforma dei criteri di assegnazione degli alloggi popolari, pensare a quelle categorie di lavoratori impiegati nei servizi di pubblica utilità e di pronto intervento, come ad esempio i vigili del fuoco, i paramedici e soprattutto le Forze dell'Ordine". A parlare è Stefano Maullu, dirigente lombardo del Pdl e assessore regionale.
Maullu a proposito della mozione presentata in tal senso in Consiglio di Zona 6 dal comitato dei residenti di via Ovada e trasmessa anche al Sindaco Moratti, si trova perfettamente d'accordo: ''Indagare sui redditi o sulle situazioni patrimoniali all'estero è complesso e lungo, si è pensato a torto di avvantaggiare soggetti deboli per poi scoprire che per accedere alle graduatorie qualcuno si è' finto povero e altri abusano abitualmente di questo privilegio. Il risultato è di discriminare gli aventi diritto e di generare situazioni borderline a livello sociale''.
Secondo Maullu però ''rivisitare i criteri di assegnazione degli alloggi popolari non basta. Il programma della Provincia di Milano di riqualificare le case di proprietà provinciale ed istituire un Fondo Comune di Investimento territoriale di tipo etico destinato alla realizzazione di alloggi con quote riservate ad alcune categorie come i giovani, le coppie monoreddito, le forze dell'ordine, i Vigili del Fuoco e l'housing sociale in attuazione del Piano Casa nazionale, risulta fondamentale per dare finalmente una mano a chi ne ha realmente bisogno''.
Infine, secondo l'assessore si devono dare ''risposte qualificate per promuovere politiche abitative che non possano prescindere da un'idea più concreta del reale potere di acquisto degli abitanti e di chi è chiamato ad esercitare le proprie funzioni essenziali per la comunità. L'esempio degli agenti di Polizia di Stato è eloquente. Si trovano a dover far fronte a carenze di alloggi e affitti troppo alti a cui si associa un costo della vita per molti di loro rischia di essere proibitivo. Dopo quattro anni, non sono pochi quelli che chiedono un trasferimento in altre regioni, a scapito dell'esperienza maturata e dell'efficienza del comparto sicurezza. Una perdita che non possiamo permetterci''.
(Sef/Lr/Adnkronos)
03-NOV-09 14:14
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