MANOVRA, PD: PROMESSE DA PULCINELLA A POLIZIOTTI E MILITARI. DISATTESE LE ASPETTATIVE DEL PERSONALE |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 16 luglio 2010 |
(NSD) - "Come al solito, le promesse fatte dal governo a poliziotti e militari di modifica della manovra economica a loro favore erano promesse di pulcinella". Questo il commento di Emanuele Fiano del PD dopo che ieri al Senato si è chiuso il primo passaggio parlamentare per la Manovra 2010/11: il Governo ha incassato la fiducia con 170 voti favorevoli e 136 contrari sul maxi emendamento che riassorbe tutte le variazioni di queste settimane. Il provvedimento passa ora alla Camera. "Disattese le aspettative del personale della Difesa che non meritava un simile trattamento - ha sottolineato Mauro Del Vecchio"...
EMANUELE FIANO (PD): "Nel testo approvato dalla maggioranza col voto di fiducia rimane come punto di riferimento per i prossimi anni il reddito lordo del 2010 per le forze di polizia, con la mancata copertura quindi di straordinari e indennità accessorie. In più, gli operatori di polizia già in vacanza contrattuale da tre anni avranno con questa manovra altri tre anni di blocco dei contratti. Dunque il testo di legge è diverso dalle parole spese dai ministri La Russa e Maroni e la tanto sbandierata sicurezza del Paese, usata come specchietto delle allodole per le campagne elettorali, dovrà fare i conti nei prossimi anni con le tasche vuote di poliziotti e militari".
MAURO DEL VECCHIO (PD): "Nonostante le forti sollecitazioni del Partito Democratico, il governo ha negato ogni attenzione alle proposte di modifica della manovra presentate dal PD in Senato per salvaguardare l'efficienza operativa del comparto Difesa e per accogliere le legittime aspettative degli uomini e delle donne in uniforme. Dopo l'ennesimo ricorso alla fiducia ancora una volta è risultato chiaro che l'esecutivo interpreta le specificità del personale militare non come espressione di un impiego gravoso e rischioso, a cui far corrispondere conseguentemente riconoscimenti economici concreti, ma solo come forma di propaganda e di ricerca di consenso. E' risultato anche chiaro che il governo persegue nei fatti una politica totalmente dissonante e contraria rispetto alle manifestazioni di apprezzamento rivolte spesso a parole nei confronti del personale militare. Diventerà, infatti, ancora più difficile garantire il funzionamento delle Forze Armate, penalizzate di nuovo nelle risorse per l'addestramento, per la manutenzione dei mezzi e per l'approvvigionamento delle scorte. Sarà incredibilmente mortificato il personale militare che non vedrà riconosciuti concretamente gli sforzi profusi, in condizioni anche rischiose e complesse, per conseguire progressioni di carriera a cui corrisponderanno sicuramente più elevate responsabilità, ma non maggiori indennità economiche. Risulterà impossibile mantenere in servizio tanti militari, che hanno operato efficacemente nelle operazioni di supporto alla pace e che dovranno abbandonare le forze armate a cui hanno dedicato un periodo importante della loro vita. Sono penalizzazioni pesanti che la Difesa ed il suo personale, sempre pronto a rispondere con entusiasmo ad ogni richiesta delle Istituzioni del Paese, non meritavano".
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