MANOVRA FINANZIARIA: SINDACATI DI POLIZIA SUL PIEDE DI GUERRA. "IL GOVERNO NON E' CREDIBILE" |
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di: Redazione Nsd
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martedì 25 maggio 2010 |
(NSD) - Nel mirino della prossima Finanziaria c'è anche il Comparto Sicurezza e Difesa. Il taglio lineare del 10% ai ministeri andrà, infatti, ad incidere su un settore già fortemente colpito dalla precedente Manovra, che aveva fatto segnare un saldo negativo di un miliardo di euro. Il ministro Maroni e il capo della polizia Manganelli dovranno ora capire come gestire la situazione visto che il contratto è scaduto da due anni ed è da mesi in attesa di rinnovo. I Sindacati di Polizia denunciano la "mancanza di credibilità del Governo" che in questo modo farà saltare anche gli aumenti legati alla "specificità".
Il blocco dei rinnovi contrattuali, con aumenti retributivi che non possono in ogni caso superare il 3,2%, si abbatte dunque su un Comparto che è da due anni senza contratto. Nel biennio contrattuale precedente la specificità è valsa complessivamente 200 milioni di euro, pari ad una media di circa 40 euro lordi al mese per addetto. Ancora da decifrare gli effetti sul previsto turnover del personale, che rischia di essere ridimensionato.
Da quanto si è appreso, verrà destinata alla riduzione del deficit la parte non utilizzata delle risorse già stanziate (circa 300 milioni) per il riordino delle carriere. Le eventuali promozioni decorreranno dal 2011 senza effetti retroattivi. Un’altra norma abolisce la cosiddetta “ausiliaria”, posizione che permetteva agli ufficiali di andare in pensione (e di percepire la buonuscita) con il grado superiore a quello effettivamente posseduto. Ancora, viene limitata la casistica nella quale a ufficiali e sottufficiali spetta l’indennità di comando.
COISP: "Ci dispiace soprattutto per quei colleghi che si ostinavano a sbandierare l'appartenenza ideologica alle formazioni politiche di questo Governo e che ne esaltavano la vicinanza ai poliziotti, ai problemi della sicurezza, sensibile al nostro mondo. Dire: lo sapevamo è fonte di scarsa soddisfazione, ma ci dà lo spunto perché questo teatrino della bugia non si ripeta. Voglio rivolgere un appello forte ai colleghi delle Forze dell'Ordine perché si prenda coscienza che coloro i quali ti esaltano per aver fatto il tuo dovere, ti elargiscono premi di carta per aver creduto in quello che hai fatto, che si fanno forti della tua efficienza per sbandierare la loro legittimità, sono gli stessi che opprimono la tua busta paga, ti costringono all'usura legalizzata, ti tolgono la dignità sociale. Non esiste e non è mai esistita credibilità in costoro, mancano al nostro appello i rinnovi di due contratti di lavoro, il mancato riordino delle carriere, il non avvio del Comparto Sicurezza. L’unica cosa che ci salva è la presa di coscienza fra le nostre fila, prendere coscienza delle maschere che ci scherniscono e fare fronte comune. Quando mi rivolgo ai Colleghi non mi limito a rivolgermi a quelli della Polizia ma a tutti i componenti la Sicurezza Nazionale. Prendere coscienza di quello che viene fatto e si farà sulla nostra pelle può significare l’avvio della svolta nei rapporti di forza con il Governo. Solamente se dimostriamo compattezza, e credo che i tempi siano maturi per questo, riusciremo a urlare il nostro sdegno e a mutare per davvero l’atteggiamento delle maschere governative verso noi e verso tutto il comparto".
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