MANOVRA: CORO DI "NO" A SOPPRESSIONE DELL'INPDAP. SALVAGUARDARE SPECIFICITA' DEL COMPARTO SICUREZZA |
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di: Redazione Nsd
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martedì 06 dicembre 2011 |
(NSD) - Coro di "no" alla soppressione dell'Inpdap le cui funzioni e competenze, insieme a quelle dell'Enpals, verrebbero attribuite all'Inps in base a quanto previsto dalla bozza di manovra presentata dal Governo Monti. Parere negativo è arrivato da esponenti del Pd e del Pdl oltre che dai sindacati di Polizia. In particolare, viene segnalata l'esigenza di salvaguardare la specificità del comparto Sicurezza e Difesa viste le problematiche, la qualità e le modalità di esecuzione del lavoro degli appartenenti alle forze dell'ordine. "Chi è oggi gestito dall'Inpdap non deve avere problemi o subire ritardi: che poi si chiami Inpdap o Inps, poco importa. Ci interessa la qualità del servizio agli operatori del comparto sicurezza e difesa - spiega il Sap"....
EMANUELE FIANO (PD): ''Noi consideriamo un dovere politico salvaguardare in generale la specificità del comparto Sicurezza e Difesa dello Stato. In quest'ottica, va valutato nei dettagli e con molta attenzione l'effetto che potrebbe avere per il settore l'abolizione dell'Inpdap, ente pensionistico dei dipendenti pubblici, e il conseguente passaggio di tutti i lavoratori pubblici all'Inps. La specificità dei lavoratori del comparto sicurezza deve essere salvaguardata per evidenti motivi legati alla qualità e alle modalità di esecuzione del loro lavoro, al tipo di carriere e di problematiche che essi affrontano. Come sempre, confronteremo la nostra opinione con quella dei sindacati e dei rappresentanti di categoria per verificare insieme come coniugare, in questo difficile momento, il salvataggio del Paese alla salvaguardia dei loro diritti''.
ALFREDO MANTOVANO (PDL): "L'Inpdap non è un ente inutile. Le riserve avanzate dalle organizzazioni sindacali del settore sicurezza sulla soppressione dell'Inpdap sono fondate e meriteranno seguito nell'iter di conversione in legge della manovra varata ieri dal Governo. Nei decenni della sua storia l'Inpdap non è stato un'ente inutile: ha invece garantito con efficienza fasce di lavoratori, fra cui gli appartenenti al comparto sicurezza, e le loro famiglie (per es. con viaggi studi per i figli), senza con questo causare sprechi. Un esempio ben riuscito di sussidiarietà, che non merita di essere cancellato".
SILP: ''Il colpo di spugna sull'Inpdap, istituto specifico per il comparto sicurezza e difesa, non e' in linea con l'esigenza di mantenere un regime previdenziale che tenga conto della funzione di questi lavoratori. Siamo preoccupati per l'annuncio di soppressione dell'Inpdap perchè c'è un criterio che va sempre salvaguardato: quello della specificita' dei lavoratori del comparto sicurezza e difesa e quindi dei loro trattamenti previdenziali. Chiediamo un tavolo di confronto con il governo non solo sull'Indpad ma sulla questione della specificita' dei lavoratori in divisa''.
SAP: "Chiediamo un tavolo di confronto sulla previdenza per gli operatori del comparto sicurezza e difesa. Speriamo che possa convocato al piu' presto. Nell'incontro a palazzo Chigi abbiamo evidenziato al governo e al premier Monti quali sono le nostre esigenze mettendo in evidenza la specificita' del comparto sicurezza e difesa per il settore previdenziale. Non sappiamo che risvolto positivo possa esserci nella proposta di chiudere l'Inpdap per passare le funzioni all'Inps. Ben venga la razionalizzazione, che deve pero' accompagnarsi alla funzionalita'. Chi e' oggi gestito dall'Inpdap non deve avere problemi o subire ritardi: che poi si chiami Inpdap o Inps, poco importa. Ci interessa la qualita' del servizio agli operatori del comparto sicurezza e difesa".
SAPPE: ''Siamo perplessi sul carrozzone unico che si verrebbe a creare sopprimendo l'Inpdap per attribuirne le funzioni all'Inps. Un'operazione di questo genere va a cancellare la legge sulla specificita' dei lavoratori del comparto sicurezza e difesa. Per chi svolge un lavoro a rischio, ci sono prerogative che non si toccano. Ma non sono privilegi. Incontreremo il Guardasigilli Severino e gli altri altri ministri interessati e auspichiamo che venga convocato un tavolo di confronto con i sindacati per cercare soluzioni, perche' all'Inpdap non rinunciamo. Abbiamo chiesto al governo tavoli tecnici per rivedere la previdenza complementare perche' in futuro i poliziotti piu' giovani, assunti dopo il 1 gennaio 1996, sarebbero penalizzati rispetto ai colleghi piu' anziani, dopo la legge Dini che ha istituito modificato il sistema retributivo. Se ieri chi andava in pensione lo faceva con l'ultimo stipendio calcolato con la media degli ultimi 5 anni, ora invece l'ultimo stipendio viene calcolato con una media di 10 anni''.
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