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LA TAV OPERA STRATEGICA. MANETTE A CHI VIOLA I CANTIERI

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di: Redazione Nsd   
mercoledì 26 ottobre 2011
(La Stampa) - Svolta nella ventennale vicenda della linea Torino-Lione. Nel decreto sviluppo passa la linea bipartisan, sostenuta anche dal Pd e da altre forze politiche dell’opposizione, relativa all’istituzione del presidio di interesse strategico nazionale per il cantiere di Chiomonte (Torino) della linea ferroviaria Torino-Lione. Il provvedimento, non appena sarà esecutivo, non limiterà in alcun il diritto al dissenso pacifico da parte di chi, in Val Susa, si oppone ancora alla Tav. Cambiano però le norme per chi si ostinerà a utilizzare la zona della Maddalena di Chiomonte come teatro per inscenare ulteriori episodi di guerriglia come è avvenuto dal 23 maggio al 9 settembre scorso, quando sono avvenuti gli ultimi incidenti, con 323 feriti tra le forze dell’ordine...







Il cantiere Ltf diventerà intangibile, protetto da misure assai più severe, in materia di sicurezza. E anche le procedure per gli espropri dei terreni di Clarea, necessari alla fase due dei lavori, ormai imminente, saranno di fatto molto semplificate. Sarà possibile l’arresto da tre mesi fino ad un anno per chi entra abusivamente nel cantiere. Lo prevede una bozza del provvedimento sullo Sviluppo all’esame del governo. «Per assicurare la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione e garantire, a tal fine, il regolare svolgimento dei lavori del cunicolo esplorativo de La Maddalena, le aree ed i siti del Comune di Chiomonte, individuati per l’installazione del cantiere della galleria geognostica e per la realizzazione del tunnel di base della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono aree di interesse strategico nazionale», si legge nel provvedimento. «Fatta salva l’ipotesi di più grave reato - recita il testo - chiunque si introduce abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale di cui al comma 1 ovvero impedisce o ostacola l’accesso autorizzato alle aree medesime è punito a norma dell’articolo 682 del codice penale. Nella relazione al testo si legge che «dalla dichiarazione di area di interesse strategico nazionale discende, per coloro che vi si introducono abusivamente ovvero ne impediscano o ne ostacolino l’accesso autorizzato, la stessa sanzione prevista dall’articolo 682 del codice penale - arresto da tre mesi ad un anno o ammenda da 51 a 309 euro - per l’ingresso arbitrario in luoghi ove l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato». Il ruolo dell’Esercito sarà molto più importante, sempre in sintonia con le forze dell’ordine. Il presidio interforze continuerà nella tutela del cantiere ma con a disposizioni norme giuridiche molto più severe.


Le reazioni. Alberto Perino, uno dei portavoce del movimento No Tav: «Hanno gettato la maschera, ma adesso non potranno più raccontare all’Unione Europea la bugia di un’opera condivisa con la popolazione, adesso il mondo capirà come l’Italia intende portare avanti le opere pubbliche. La nostra linea non cambia, porteremo avanti la lotta come abbiamo sempre fatto. E domenica, ancora una volta, abbiamo dimostrato che la Valle di Susa non è d’accordo». Stefano Esposito, parlamentare Pd: «Sia chiaro che questo provvedimento non significa che la Val Susa sia militarizzata. Le gente potrà continuare a protestare ma adesso basta con le violenze organizzate».

di Massimo Numa




Tags:  tav chiomonte interesse strategico

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