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LA RUSSA: PIANO PER DISMETTERE FARI E CASERME. SI PUO' RICAVARE FINO A UN MILIARDO DI EURO

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di: Redazione Nsd   
lunedì 29 agosto 2011
(Il Corriere.it) - "Ho parlato con il ministro Tremonti. È un po' scettico sulla possibilità realizzativa e sulle compatibilità europee, ma non è pregiudizialmente contrario. E con un po' di buona volontà di tutti, forse è la volta buona". Ignazio La Russa parla dell' emendamento che ha appena predisposto con i suoi uffici: un testo che prevede la dismissioni di immobili non necessari del ministero della Difesa, fari e caserme, per recuperare "fino a un miliardo di euro in tre anni". Un passo non facile, tanto che più volte in passato è stato bloccato. Le perplessità delle Forze armate e le resistenze dei Comuni hanno fatto il paio con difficoltà burocratiche molto forti....






Ora La Russa ritiene che si debba riaprire il capitolo, non solo per gli immobili della Difesa: «Lo dico come tra parentesi, ma credo che si debba rivedere anche la questione delle concessioni demaniali sulle spiagge: se si decidesse di vendere ai concessionari si recupererebbero cifre iperboliche». Ipotesi già avanzata in passato e poi accantonata: «Ma ora siamo in una fase di emergenza». Quanto agli immobili della Difesa, i problemi sono molti: «C' è una comprensibile resistenza. Perché le Forze armate devono privarsi di immobili e per farlo devono sgomberarli». C' è poi la questione della destinazione d' uso: «Per renderli appetibili, e poterli trasformare in alberghi o abitazioni, occorre una variante. Ma spesso i Comuni frenano».


C'è infine un altro ostacolo, che arriva dall' Europa: se vendi, i soldi non li puoi utilizzare per la spesa corrente, e quindi nella manovra, ma restano nel capitolo degli investimenti. Per ovviare a questi problemi, La Russa ha fatto predisporre un piano che spera risolutivo: si prevede una conferenza Stato-Regioni-Comuni decisiva per la variante urbanistica, che va fatta nel termine perentorio di 180 giorni e poi ratificata dal Comune entro 30 giorni, con il meccanismo del silenzio-assenso. Per «accontentare» l'Europa, una parte della cifra, il cosiddetto «valore a libro» dell'immobile, raddoppiato o quasi, resta allo Stato e serve per coprire il debito. Una percentuale, fino al 10%, finisce a Comuni e Regioni. Il resto alla Difesa, che lo utilizza per le spese correnti, ovvero per il funzionamento del ministero.


L'Europa accetterà questa variazione? «Intanto la facciamo, poi vedremo». In generale La Russa è ottimista, ma con riserva: «Non ci sono obiezioni politiche, ma siccome va a vantaggio di un solo ministero, può darsi che questo renda meno appetibile la norma. Siccome sono previsti sei miliardi di tagli da dividere per tutti i ministeri, io cerco un modo per evitare i tagli. Il patto potrebbe essere anche politico: noi agiamo in questa direzione e siamo diligenti, e il ministero dell'Economia non propone tagli».

Trocino Alessandro




Tags:  fari caserme dismissioni ministero della difesa ignazio la russa

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