LA RUSSA: NO ALL'AUMENTO DEL CONTINGENTE ITALIANO IN AFGHANISTAN. SUCCESSO PER MILITARI NELLE CITTA' |
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di: Redazione Nsd
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martedì 02 dicembre 2008 |
(NSD) - "L'Italia non è disponile ad aumentare il proprio contingente militare in Afghanistan perché è già tra i Paesi più impegnati". Queste le parole del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa che ha aggiunto che "si può prevedere una modifica del modo di schierare le forze in campo spostandole da una zona all'altra", ma che "l'orientamento è quello di non accrescere il numero di soldati impiegati, che peraltro si fanno molto apprezzare da tutti ovunque siano schierati". La Russa ha, poi, espresso soddisfazione per l'impiego dei militari nelle città.
"E' addirittura imbarazzante il successo che ha avuto questa iniziativa - ha continuato il ministro, ospite della rubrica di Maurizio Belpietro Panorama del giorno. Quando la proposi non venne accolta da tutti molto bene, non da parte dei cittadini che l'hanno sempre, io credo, apprezzata, ma ci fu una certa reazione figlia di una cultura di sinistra, che parlava ci militarizzazione del territorio, di cose terribili, poi, invece, si è visto come i risultati siano arrivati, come la percezione di sicurezza nelle non tantissime città dove sono schierati i soldati, soprattutto nei pattugliamenti, è aumentata".
"I cittadini hanno percepito che con in piazza forze dell'ordine, agenti di polizia, carabinieri e soldati insieme è aumentato il controllo del territorio da parte dello Stato. L'iniziativa proseguirà per i prossimi sei mesi ed io ho proposto a tutto il Pdl, che l'ha accettato, di vagliare un'idea che magari non si farà subito, perché ci sarà bisogno di mettere insieme tutte le forze dell'ordine, che potrebbero da sole bastare, quando necessario con le Forze Armate, con la Guardia di Finanza, con gli altri corpi dello Stato: dobbiamo porci l'obiettivo di avere almeno in tutte le città capoluogo dei pattugliamenti nei quartieri a rischio. Pattugliamenti di uomini dello stato, in divisa, che aiutino la gente a sentirsi ancora più sicura".
Chiusura, poi, sul terrorismo dopo gli attacchi a Mumbai in India. "I pericoli ci sono sempre stati e continueranno a esserci, noi non ci limitiamo a schierare nei teatri lontani i nostri soldati, a difendere i confini della civiltà contro il terrorismo, ma abbiamo un sistema di allerta anche, naturalmente, interno. Credo, però, che la madre di tutte le battaglie contro il terrorismo continui ad essere, come è stato fin dall'inizio, l'Afghanistan. Perciò il processo di 'afghanizzazione', di consentire cioè che sia il governo afgano a dare da solo le risposte necessarie deve concretizzarsi al più presto, ma finché non si arriverà a questo sarà nostro impegno continuare la presenza in armi in Afghanistan per fare un'azione di ricostruzione ma anche di uso della forza giusta contro il terrorismo".
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