LA MANOVRA FINANZIARIA DIVIDE COCER E SINDACATI DI POLIZIA |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 23 luglio 2010 |
(Italia Oggi) - Cocer e sindacati di polizia (legati al Pd) divisi sulla manovra di Giulio Tremonti. Gianfranco Fini gioca sporco ma arriva troppo tardi e il Cocer gli scopre le carte. Questo inizio di settimana ha messo in imbarazzo anche Giulio Tremonti che, con la sua manovra, cancellava la “specificità” militare, sebbene riconosciuta espressamente da una legge voluta dalla stessa maggioranza. “Il paese ha accettato la manovra”, ha detto. Fra governo e militari invece c'è stata una spaccatura pericolosa....
Tremonti, accanitosi su Difesa e Interno più che su tutta la pubblica amministrazione, costrinse il Cocer alla prima conferenza stampa in duecento anni di storia militare. Tutto ciò rendeva furioso il sottosegretario alla difesa, Guido Crosetto, assiduo a sensibilizzare il governo e punto di riferimento del Cocer, intervenendo più volte per rendere accettabile la manovra a militari e polizie, indicando come soluzione un ordine del giorno bipartisan sulle indennità di missione, gli straordinari e tutto quello che viene definito «compenso accessorio».
Dalla fine della scorsa settimana è stato chiaro che nella maggioranza c'era un problema, mentre Gianfranco Fini, scavalcato il Cocer, ammiccava ai sindacati di polizia dalle sue fondazioni e dai blog collegati, Maurizio Gasparri, doveva affrettarsi a rassicurare dall'aula parlamentare gli uomini in divisa: «Per quanto riguarda la sicurezza, ci tengo a sottolineare con parole precise che oltre allo stanziamento di 80 milioni, sia per il 2011 sia per il 2012, che servirà per tutelare la specificità dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto sicurezza e difesa, specificità che noi abbiamo voluto introdurre nel collegato lavoro, in questa manovra si tutelano i compensi accessori». E concludeva: «Voglio dirlo con chiarezza a chi ci ascolta anche fuori da qui», cioè i sindacati di polizia e i Cocer. I sindacati di polizia più legati al Pd, come il Silp, non hanno inteso ragione né voluto annullare la manifestazione antigovernativa di mercoledì, incuranti di Gasparri e del comunicato stampa di Crosetto che sollecitava a passare dalla contrapposizione all'attesa vigile, come aveva fatto il Cocer, e confermava la via dell'ordine del giorno bipartisan. Sotto palazzo Chigi, mentre le polizie manifestavano, si presentavano a ritirare l'applauso i leader del Pd, dell'Udc e dell'Idv. Giunto anche Nichi Vendola, dalle file dei dimostranti s'è udito più d'un «abbasso Giuliani» e colorite descrizioni circa le note attitudini del governatore delle Puglie. Con la sua scorta quasi a contatto coi colleghi manifestanti, l'anti Bersani delle Murge ha preferito ritirarsi. Opposizione divisa, ma la maggioranza non scherza, come s'è visto quando in passerella è arrivato anche Fini. Poco informato sugli sviluppi, ha promesso quanto Crosetto aveva già dato, cioè un ordine del giorno bipartisan. Sconcerto tra i manifestanti. Chi ancora dubitava dell'ambiguità di Fini, ha dovuto aprire gli occhi. situazione confusa. Giulio Tremonti ha acceso un contenzioso che gioca per l'opposizione e per Fini. Nel momento più tormentato per gli assetti interni del Pdl, questo può avere sviluppi imprevedibili.
Sull'altro fronte, i sindacati di polizia patiscono il Cocer, la cui azione spregiudicata difende i militari meglio di quanto i sindacati facciano coi loro iscritti, mentre guardano, secondo il giudizio di molti della base, più agli interessi politici del Pd che a quelli concreti del loro personale. La sindacalizzazione delle forze armate è un affare da 50 milioni di euro all'anno, le quote d'iscrizione che affluirebbero nella casse sindacali. Pochi giorni fa sembrava a portata di mano, grazie a Giulio Tremonti. In questi giorni sfuma grazie al Cocer e a Crosetto. Tremonti e i sindacati di polizia sulla stessa sponda: un paradosso singolare, su cui riflettere.
Di Piero Laporta
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