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INVASIONI DI CAMPO TRA MINISTRI. GLI ESTERI DI FRATTINI SCONFINANO NELLA DIFESA DI LA RUSSA

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di: Redazione Nsd   
venerdì 19 febbraio 2010
(Italia Oggi), di Emilio Gioventù - Ai ministri va stretta la delega. Ci vorrebbe extralarge per starci comodi. Ma non si può, almeno ufficialmente, e così via alle invasioni di campo con il ministro della Pubblica amministrazione che si mette a dare lezioni di economia, quello allo Sviluppo di ambiente, quello dell'Interno di militari. E così via. L'ultima della serie è del responsabile degli Esteri. Si legge Franco Frattini ma sembra ascoltare il collega della Difesa, Ignazio La Russa.






Ebbene, Frattini a proposito dell'«operazione insieme» condotta da americani e afghani contro i talebani, non esclude «la possibilità di un intervento a Sud». Per Frattini il contingente italiano «non è di serie B che deve restare nelle retrovie perché non è capace, non è pronto». Ma questa è oppure no una dichiarazione che ti aspetti da La Russa? Interpellato da Italia Oggi, il responsabile della Difesa, ovvero colui delegato a parlare dei militari italiani, non cede alla polemica. «Figuriamoci se un ministro degli Esteri non possa dire ciò che vuole, anzi sono d'accordo con lui quando dice che i nostri militari non sono di serie B», dice aggiungendo però che al momento «le nostre truppe non stanno nelle retrovie ma restano a Ovest a controllare una zona disagevole. C'è un'organizzazione, non è che tutti vanno dappertutto». In realtà sembra che in via XX Settembre (sede del ministero della Difesa) l'uscita di Frattini non sia stata accolta bene, anzi è stata bollata addirittura come «sbagliata». Gli Esteri che sconfinano nella Difesa è soltanto l'ultimo episodio.

Mitici restano i sconfinamenti del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, nel territorio di Giulio Tremonti. Impossibile elencarli tutti (ha fatto storia quella sulla qualifica di economista), basta ricordare che quando Brunetta propose di dare 500 euro al mese ai giovani, togliendo soldi alle pensioni d'anzianità, Tremonti pretese la smentita immediata e ammonì: «Basta invasioni di campo». Una volta Brunetta fece scintille anche con la responsabile della Scuola, Mariastella Gelmini. Lui voleva una legge per cacciare da casa i bamboccioni, lei lo invitò indirettamente «a non generalizzare né affrontare in maniera semplicistica la questione». Da reazione a catena il botta e risposta tra il ministro Claudio Scajola e la collega all'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, che rivendicava un ruolo maggiore nelle autorizzazioni per gli impianti nucleari. Sul taccuino ci sono poi i duelli tra il ministro degli Interni, Roberto Maroni, e La Russa. Tra i due una linea di confine tra forze dell'ordine e forze armate troppo sottile, l'invasione di campo è praticamente all'ordine del giorno.





Tags:  franco frattini ignazio la russa ministeri invasioni di campo

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