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EMERGENZA IMMIGRAZIONE. MARONI STRIGLIA I GOVERNATORI: ACCOGLIERE. MA BOSSI: CAUTELA

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di: Redazione Nsd   
venerdì 01 aprile 2011
(L'Avvenire) - Continuano tra le polemiche i trasferimenti degli immigrati da Lampedusa: un altro grosso traghetto è giunto stamani a Lampedusa per portare via i circa 4.000 tunisini che si trovano ancora sull'isola. È "La Superba" di Grandi Navi Veloci, che può trasportare fino a tremila passeggeri e si unisce alla "T Link" e alla nave "San Marco" della Marina militare, ferme in rada da ieri a causa del mare agitato. Ieri sono partiti 1.760 tunisini con la nave Excelsion, attraccata alla banchina di Chiapparo nel porto di Taranto questa mattina. Gli immigrati, a bordo di pullman, raggiungeranno il campo di Manduria....






GOVERNO-REGIONI: OGGI LA "CABINA DI REGIA"

Ci saranno tutti gli enti locali all’appuntamento. Nonostante l’insoddisfazione per come finora sono state gestite le ripartizioni degli immigrati da parte del governo. Ma questa mattina, al primo incontro della 'cabina di regia' voluta dal ministro Maroni il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani assicura la presenza dei diretti interessati, che, verosimilmente, dovrebbero presentarsi a Palazzo Chigi alle 9 con un piano di massima per l’accoglienza dei profughi. Resta però tutto aperto il capitolo dei clandestini, che ha travolto inaspettatamente Regioni, Province e Comuni, lasciando un malcontento diffuso tutt’affatto che risolto.

Dunque oggi l’esecutivo dovrà dare rassicurazioni e risposte ai governi locali, che intendono mostrare la buona volontà nonostante le divergenze e le tensioni emerse durante il Consiglio dei ministri di ieri, dove lo scontro si è esteso al caso-Mantovano, dopo le dimissioni della sera prima, confermate ieri allo stesso premier. Ma la confusione regna ancora sovrana. Le rassicurazioni di Maroni non convincono gli enti locali, che ieri hanno preparato la loro linea. «L’impegno assunto riguarda l’emergenza profughi, non l’eventualità di allestire tendopoli per i clandestini », dice sul piede di guerra la governatrice del Lazio Renata Polverini.

«Siamo molto preoccupati dalle parole di Maroni. Si concordano alcune cose e poi, il giorno dopo, dal governo ne vengono dette altre che sono al di fuori di qualunque intesa», sbotta il presidente della Basilicata Vito De Filippo. E non è da meno l’ansia del governatore lombardo Roberto Formigoni, che sottolinea come si stia parlando di profughi, «per cui scatta un obbligo di solidarietà ». Ma non di irregolari, «un problema che attiene integralmente al ministero dell’Interno. A noi Regioni è stato chiesto di dare una mano solo e soltanto sulla questione dei profughi».

Di più, incalza Errani, «il governo ha scelto ideologicamente di tenere la pressione al Sud». Quanto all’accordo, conferma il presidente che la Conferenza Stato-Regioni, «riguarda i profughi. Le Regioni non hanno condiviso invece le questioni relative alle tendopoli per gli immigrati: quella è una scelta unilaterale del governo». Tensione ancora alle stelle, insomma. Ma il ministro dell’Interno va avanti senza remore: «Atteggiamenti di rifiuto nell’accoglienza di profughi e immigrati non possono essere giustificati».

Per Maroni questa è una «emergenza grave, che richiede il concorso di tutte le regioni ». Un impegno che non trova conferma nello scetticismo del suo leader Bossi, alla domanda se tutti gli enti locali dovranno fare la propria parte, anche al Nord, replica: «Con cautela...». Anche Ignazio La Russa però è pronto a confermare che la macchina si muove e che il ministero della Difesa ha fornito altri sette siti dove poter collocare gli immigrati, e che sono «tutti al nord». Di fronte al caos, anche le dimissioni di Mantovano hanno creato scompiglio, con i rappresentanti degli Enti locali pronti a fare pressioni sul governo, per far tornare il sottosegretario sui propri passi. Ma il sottosegretario non ha visto ieri «fatti concreti » tali da «farmi revocare la decisione», se non la conferma che oggi a Taranto «sbarcheranno 2.300 clandestini per Manduria».

E tra il «no comment» di Maroni e il «peggio per lui» di Bossi, è toccato a Berlusconi scendere in campo per sbrogliare la matassa. Men­tre le regioni preparavano in serata la loro risposta agli enti locali per l’incontro di oggi. Ma la confusione non piace neppure alle opposizioni e ieri il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha chiesto più volte l’intervento in aula alla Camera di Maroni, per comprendere quanto sta succedendo.

Roberta D'Angelo




Tags:  lampedusa roberto maroni regioni trasferimenti umberto bossi

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