DIFESA SERVIZI SPA: IL PD CHIEDE A LA RUSSA DI RENDERE NOTE LE LINEE GUIDA DELLA NUOVA SOCIETA' |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 15 aprile 2011 |
(NSD) - "Il Ministro Ignazio La Russa ha il dovere di rendere note quanto prima quali siano le linee guida da lui indicate per la gestione della società Difesa Servizi Spa costituita con l'ultima finanziaria e gestita da un consiglio di amministrazione in grado di operare con un consistente margine di discrezionalità e di autonomia e, in particolare, senza alcun controllo da parte del Parlamento". Questa la richiesta dei senatori del PD Gian Piero Scanu e Carlo Pegorer preoccupati che Difesa Servizi Spa possa compromettere i requisiti di trasparenza, efficienza, imparzialità e buon andamento dell'Amministrazione....
"Nell'ultima finanziaria è stata costituita la società per azioni Difesa Servizi Spa, avente come socio unico il Ministero della Difesa fra i cui obiettivi risulta lo svolgimento di compiti non direttamente connessi all'attività operativa delle Forze Armate ma comunque di rilevante interesse per il Paese in quanto strettamente connessi alle esigenze della difesa nazionale. Secondo quanto riportato, il ministro La Russa, in qualità di rappresentante dell'azionista Ministero della Difesa, avrebbe partecipato l'8 marzo alla prima assemblea dei soci, provvedendo anche a indicare le linee guida per il funzionamento della società - spiegano il senatore Gian Piero Scanu Capogruppo del Pd nella commissione Difesa del Senato, e Carlo Pegorer, senatore Pd, membro della commissione.
Poiché la società è amministrata da un consiglio di amministrazione in grado di operare con un consistente margine di discrezionalità e di autonomia e, in particolare, senza alcun controllo da parte del Parlamento, l'on. La Russa ha il dovere di rendere note quanto prima quali siano le linee guida da lui indicate.
In ogni caso, rimane il dubbio che tale società possa con la sua attività ledere il profilo dell'amministrazione della Difesa e comprometterne i requisiti di trasparenza, efficienza, imparzialità e buon andamento. In breve, siamo di fronte a una violazione dell'art.97 della Costituzione - concludono Pegorer e Scanu che hanno presentato un'interrogazione sull'argomento".
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