nsd.it news sicurezza e difesa
Periodico di informazione on line
Home arrow POLITICA arrow DIFESA: IL PDL SI DIVIDE SULL'ESERCITO. SCONTRO TRA LA RUSSA E I SOTTOSEGRETARI

DIFESA: IL PDL SI DIVIDE SULL'ESERCITO. SCONTRO TRA LA RUSSA E I SOTTOSEGRETARI

PDF Stampa E-mail
di: Redazione Nsd   
venerdì 07 ottobre 2011
(La Repubblica.it) - E' scontro politico, tutto interno al Pdl, per la nomina del nuovo Capo di Stato Maggiore dell'Esercito: in extremis il mandato del generale Giuseppe Valotto è stato prorogato fino all'8 novembre perché il ministro della Difesa Ignazio La Russa si è visto bocciare dal governo la sua scelta per la successione. Il candidato di La Russa è il suo capo di gabinetto Claudio Graziano, un ufficiale di primo piano, ex comandante di Unifil in Libano, ma con un "difetto" che all'interno delle gerarchie militari pesa molto: la mancanza della giusta anzianità.....








In sostanza, Graziano (nato nel 1953) è diventato generale di corpo d'armata (il grado necessario per diventare capo di Stato maggiore) troppo di recente, circa un anno e mezzo fa (per l'esattezza il primo gennaio 2010), rispetto ad altri suoi diciannove pari grado. Il primo nella lista di anzianità, per fare un esempio, è il generale Rocco Panunzi (classe 1949, promosso il 1° gennaio 2006), comandante Logistico. Davanti a Graziano, dunque, ci sono ufficiali ben più anziani fra i quali, per citarne alcuni, Luigi Pellegrino, Mario Roggio, Domenico Rossi (presidente del Cocer interforze), Francesco Tarricone, Giorgio Cornacchione (comandante del Coi) e Mario Marioli (l'ufficiale italiano che all'aeroporto di Bagdad attendeva Calipari, con la giornalista Giuliana Sgrena appena liberata, prima che il dirigente del Sismi fosse ucciso a un posto di blocco americano).

Secondo i sottosegretari della Difesa, entrambi del Pdl, Guido Crosetto e Giuseppe Cossiga, il requisito dell'anzianità deve essere un elemento di valutazione determinante per la scelta del futuro capo di Stato maggiore. E' impensabile secondo loro, infatti, all'interno delle gerarchie militari molto rispettose delle loro regole interne, che un ufficiale possa scavalcare in carriera diciannove militari più anziani di lui. Tra l'altro si imputa a La Russa di voler imporre alla Difesa una scelta personale, che possa premiare un suo collaboratore diretto come è già accaduto con il generale Biagio Abrate, suo ex capo di gabinetto e oggi capo di stato maggiore della Difesa. Con una aggravante per il caso di Abrate: "La Russa ha voluto quell'ufficiale che aveva un ottimo profilo burocratico romano ma nessuna esperienza internazionale perché gli era supinamente fedele", dice un ex capo di Stato maggiore, "e questo nonostante il povero generale Abrate non parli neppure inglese e non sia in grado di seguire adeguatamente i temi di politica militare internazionale di cui si occupa un capo della Difesa".

Lo scontro fra La Russa e i suoi sottosegretari è stato talmente duro che la nomina è stata bloccata e il ministro si prepara a un'altra soluzione. Dice La Russa: "Ho voluto rinnovare Valotto perché ritenevo giusto che avesse la soddisfazione di completare i festeggiamenti del 150esimo anniversario della Repubblica, che per le Forze armate si concludono il 4 novembre. Le valutazioni per la sua successione sono spostate dopo quella data. Solo dopo dovrò assumermi la responsabilità della nomina tenendo conto di due elementi, l'anzianità in carica e le valutazione sui singoli curriculum. Devo precisare che i 25 candidati sono tutti bravissimi e per questo sarà un lavoro difficile vedere chi sia più adatto a quel ruolo prestigioso, partendo dal presupposto che a quel livello sono tutte persone che io reputo eccezionali. Il resto sono pure elucubrazioni".

Nella terna prevista perché il Consiglio dei ministri faccia la sua scelta sono entrati oltre a Graziano il generale Carlo Gibellino (nato nel 1949) e il generale Domenico Rossi (nato nel 1951); il primo attualmente è a disposizione dopo essere stato sottocapo della Difesa; il secondo è sottocapo dell'Esercito ed è stato presidente del Cocer interforze, l'organismo di rappresentanza dei militari. Senza entrare nel totonomine, i deputati dell'opposizione criticano le incertezze e il modo di operare di La Russa. "Al di là della qualità dei candidati - attacca la deputata del Pd Rosa Calipari - è rischioso che passi questo criterio di "vicinanza" al ministro, perché potrebbe diventare un requisito politico dominante rispetto alle caratteristiche militari". "Non sarebbe la prima volta infatti - ricorda ancora Calipari - che la promozione ai vertici militari della Difesa passa attraverso l'ufficio del capo di gabinetto: e l'ultimo caso è proprio quello del generale Abrate, attuale capo di Stato Maggiore della Difesa. Noi chiediamo con forza che non vengano politicizzate le nomine dei vertici della Difesa, ma che le scelte avvengano ccon requisiti di tipo militare".

La precisazione di Crosetto. Con una mail inviata a Repubblica.it, il sottosegretario dice: "Né io, né il collega Cossiga abbiamo mai parlato con il ministro del futuro capo di Stato maggiore dell'esercito. Non rientra nelle nostre competenze infatti esprimere, se non richiesti, pareri nel merito. Mi spiace vedere nominati nell'articolo persone di grandissima levatura che hanno servito e servono il Paese in silenzio. Qualunque sarà la decisione del Ministro - che, come già avvenuto in passato, sentirà prima i pareri del Capo di Stato Maggiore della Difesa, del Capo uscente e dei suoi principali collaboratori, tra i quali ci siamo io e il mio collega Cossiga - la scelta sarà fatta nel solo interesse dell'Istituzione".


di ALBERTO CUSTODERO e VINCENZO NIGRO




Tags:  esercito capo di stato maggiore pdl ignazio la russa difesa giuseppe valotto claudio graziano

Condividi:
Digg! Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! Yahoo!
 

       
Ricerca in archivio
Newsletter sicurezza
Resta informato sui temi che ti stanno più a cuore.
Eipass
 
Articoli correlati

P.iva 08434201003 copyright Main Force srl
Editore: Main Force srl Direttore responsabile:Mirella Rosalia Scardina
Iscrizione R.O.C. n.17420 Rivista "Il Giornale dei Carabinieri": Autorizzazione del Tribunale di Roma  n.59/97 del 31/10/97