(NSD) - Il Guardasigilli Angelino Alfano ha presentato in Consiglio dei Ministri il "Piano Carceri" e ha proclamato lo "stato di emergenza" fino al 31 dicembre 2010. L'obiettivo è quello di creare 47 nuovi padiglioni e di assumere duemila nuovi agenti. Tiepida la reazione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria che giudicano positivamente l'introduzione di norme che favoriscano la riduzione del sovraffollamento ma lamentano la mancanza di personale e chiedono un incontro con il Governo per saperne di più sul "piano edilizio" che dovrebbe prevedere anche finanziamenti privati.
"Nel corso di quest'anno intendiamo realizzare 47 nuovi padiglioni, cioè strutture che insistano e si affiancano a istituti di pena già esistenti, che non ci danno l'incombenza di dover individuare l'area, espropriarla e procedere a tutto l'iter amministrativo - ha spiegato il Ministro Alfano. Mentre apriamo questi 47 cantieri sul modello dell'Aquila, noi evadiamo tutta la procedura burocratica per realizzare nel 2011 e nel 2012 le strutture tradizionali e flessibili a cui daremo vita con tempi tipo l'Aquila e con modelli organizzativi di quel tipo. Abbiamo reperito 500 milioni nella legge Finanziaria e altri 100 milioni sono stati presi dal bilancio del ministero della Giustizia. Con 600 milioni costruiremo i 47 nuovi padiglioni e nel frattempo individueremo le modalità sia dal bilancio statale che dai finanziatori privati per realizzare gli altri istituti nel 2011 e nel 2012. Il totale dovrà fare 21.749 posti, che si aggiungeranno ai posti attualmente disponibili.
Quanto alle norme di accompagnamento che fanno parte del Piano, ci sarà un disegno di legge contenente due articoli. Il primo, che concede la possibilità a chi deve scontare un anno solo di reclusione, di scontarlo ai domiciliari e l'altra norma, che prevede la cosiddetta messa alla prova per coloro i quali hanno la possibilità di essere imputati per reati fino a tre anni, di svolgere lavori di pubblica utilità sospendendo il processo. Questo servirà a deflazionare il sistema Giustizia sia sul piano carcerario che su quello processuale - ha concluso Alfano".
I COMMENTI DEI SINDACATI DI POLIZIA
UILPA PENITENZIARI: "L’intenzione di portare, finalmente, in Consiglio dei Ministri il piano carceri e chiedere lo stato di emergenza per le carceri può certamente essere ascritta nel campo di quegli impegni concreti, la cui valenza politica non ci sfugge, che abbiamo chiesto a gran voce. Ma in attesa di sapere se e come il Governo vorrà recepire le richieste del Ministro Alfano ogni ulteriore valutazione resta sospesa, perché sino ad oggi troppe volte le speranze si sono infrante sullo scoglio del non fare. Evidentemente se il Ministro Alfano ha voluto anche riaffermare la volontà di chiedere al CDM l’assunzione in via straordinaria di duemila unità di polizia penitenziaria conferma che sino ad oggi sul punto eravamo, e siamo, nel campo dei meri annunci. Non disperiamo di poter leggere proposte concrete che possano materializzare davvero quelle risorse umane di cui abbiamo un bisogno disperato. Fermo restando che, in ogni caso, le duemila unità non risolvono le gravi deficienze organiche che ricordiamo assommano a più di seimila unità. Sul piano carceri restiamo convinti che più di nuove carceri abbiamo bisogno di carceri diverse. Concordiamo e condividiamo l’impostazione del Ministro secondo la quale il nuovo piano carceri deve essere corroborato da misure accompagnatorie, ma nella coscienza che occorrono soluzioni strutturali e definitive per ridare legalità al sistema e restituire la dignità a chi lavora in carcere. A questo punto crediamo di poter nutrire consistenti speranze in relazione ad un incontro tra il Ministro Alfano e le rappresentanze sindacali del personale penitenziario per assumere idee, proposte e valutazioni".
FP CGIL: "I tempi necessari all'ampliamento e alla edificazione degli istituti penitenziari indicati nel piano carceri, allo stato non consentono di attribuire alla scelta compiuta immediata capacità risolutiva. Giudizio favorevole, invece, per l'introduzione nell'ordinamento di norme, come la messa alla prova, che consentono di ridurre il sovraffollamento, mentre va parimenti garantito il pieno accesso e l'ampliamento delle misure alternative alla detenzione, e risolto il problema della tossicodipendenza in carcere, la cui soluzione deve essere affidata alle comunità. Chiediamo, infine, al ministro Alfano e al governo di individuare e pianificare gli interventi necessari a favorire l'assunzione straordinaria di almeno altri 5.000 poliziotti penitenziari".
SAPPE: "Abbiamo espresso ieri e rinnoviamo oggi apprezzamento al piano del Ministro della Giustizia Angelino Alfano perché la situazione penitenziaria è ogni giorno sempre più incandescente, con oltre 65mila detenuti presenti a fronte dei 42mila posti regolamentari, e le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria costretti a turni di servizio molto pesanti in termini di stress e di sicurezza. Serviva e serve, dunque, una scossa salutare al sistema. Chiediamo al Ministro Alfano di incontrare il Sappe e le altre Organizzazioni sindacali per illustrare ufficialmente il piano carceri agli addetti ai lavori. Non sappiamo, ad esempio quali siano i penitenziari in cui verranno realizzati gli annunciati 47 nuovi padiglioni detentivi. Non sappiamo come e quando saranno assunti gli annunciati 2mila nuovi agenti di Polizia Penitenziaria. E non sappiamo quali saranno le città interessate da quello che Alfano ha definitivo il secondo pilastro del piano carceri, e cioè il piano di edilizia penitenziaria in cui, tra il 2011 e 2012, verranno realizzate altre carceri tradizionali e flessibili. Anche sull'impiego di annunciati finanziamenti provenienti dai privati per costruire le nuove carceri vorremmo sapere qualcosa di più, fermo restando ovviamente che l'Istituzione penitenziaria, per i suoi compiti istituzionali, è e deve rimanere fuori da ogni eventuale ipotesi di privatizzazione. E allora diciamo al Ministro Alfano, che anche oggi si è dimostrato molto sensibile sulla situazione penitenziaria: incontriamoci al più presto, insieme possiamo anche trovare ulteriori soluzioni condivise per alleggerire il sistema".
OSAPP: "Un elefante che ha partorito il topolino. Anche questa volta il governo tenta di realizzare quello che in gergo s'intende con l'espressione nozze con i fichi secchi. Pur riconoscendo che con questa misura, probabilmente, Alfano si dimostra il Guardasigilli che negli ultimi 15 anni ha dato di più alla Polizia Penitenziaria e al carcere, così come anche i provvedimenti come la messa in prova per i detenuti con pene residue inferiori a un anno, che il sindacato propone da tempo, sono lodevoli, riteniamo che queste misure siano nulla in risposta a un'emergenza che monta di mese in mese. 47 padiglioni entro il 2010 per 9.650 detenuti in più, che potrebbero tranquillamente diventare, alle attuali condizioni, 15 mila, stanno a significare l'esigenza di almeno 7mila unità di Polizia Penitenziaria in più e non 2mila, così come approvato in Consiglio dei ministri. Se poi i posti detenuti entro il 2012 devono diventare 21.749, i poliziotti Penitenziari dovrebbero essere almeno 10 mila in più".
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