BERLUSCONI: GLI 007 TEMONO ALTRI ATTACCHI |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 16 dicembre 2009 |
(La Stampa.it) - L’aggressione di Massimo Tartaglia a Silvio Berlusconi è stato un gesto “isolato” e “scollegato” da qualunque altro soggetto o volontà politica, ma il premier deve essere “più prudente” nei contatti con la folla; la sua sicurezza “è bene nazionale" e il rischio che da un episodio così grave possa derivare una crescita del pericolo di emulazione esiste”. Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e il direttore del DIS (l’organismo di controllo degli 007), Gianni de Gennaro, sono stati ascoltati oggi dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, guidato da Francesco Rutelli, dove è stato fatto il punto sulla protezione e tutela della sicurezza del capo del governo ferito domenica scorsa a Milano.
Anche il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel corso dell’informativa del governo al Parlamento, ha avvertito: «La progressiva, crescente campagna contro la persona del presidente del consiglio, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa». «Temiamo altre aggressioni», aveva ammesso Paolo Bonaiuti,sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Rutelli ha confermato che «una maggiore prudenza sarà necessaria da oggi in poi». Insomma nei contatti del premier si dovrà mettere maggior attenzione, e da parte di chi gestisce la sua sicurezza «qualche volta si dovrà dire di no, che certe cose non le può fare perché ora il pericolo è più alto di prima e in qualche momento va posto lo sbarramento». Quanto alle critiche sulla gestione della sicurezza attorno al premier al termine del suo comizio a Milano, Rutelli, come Maroni, ha confermato che tutto è stato fatto nel miglior modo possibile. Il titolare del Viminale nel corso dell’informativa ha così ricostruito tutti gli interventi «preventivi» che vengono effettuati in vista di una visita del premier: «Vengono effettuati preventivamente sopralluoghi da parte delle forze dell’ordine in stretta collaborazione con il personale dell’Aisi». Quando Silvio Berlusconi «va in luoghi pubblici la competenza dell’Aisi si incrocia con quella delle forze dell’ordine sul territorio».
Lo stesso ha puntualizzato il presidente del Copasir. Rutelli, riferendo alcuni contenuti dell’audizione di Letta e De Gennaro, ha argomentato: «Prevenzione e vigilanza devono essere molto alte perché il rischio che da un episodio così grave possa derivare una crescita del pericolo e l’emulazione è un rischio che esiste». Anche perchè, ha sostenuto il presidente del Comitato, «da tutte le analisi fatte dai servizi nell’ultimo periodo è emersa una crescente preoccupazione sul fatto che ormai sono molti i punti di tensione nel nostro paese». E ricostruendo l’aggressione in piazza Duomo, Rutelli ha ricordato che attorno a Berlusconi «c’era un tale numero di guardie del corpo e addetti alla sicurezza che è da considerarsi quasi un evento accidentale che possa essere filtrato e passato l’oggetto che lo ha colpito». Tutti i componenti del Comitato parlamentare per la sicurezza hanno invitato il premier a una maggiore prudenza durante i suoi contatti con la folla in occasione di manifestazioni pubbliche. Il presidente del Consiglio, ha rilevato Rutelli, ha «modalità e volontà di stare in mezzo alla gente, che rende di fatto impossibile impedirgli dei contatti fisici con il pubblico, lasciando in questo modo aperte sempre delle falle nella sua sicurezza personale tale da non potersene far carico nè ai servizi interni nè alle forze dell’ordine competenti per territorio».
L’agenzia per la sicurezza interna che "gestisce" la protezione del capo del governo dopo le vicende legate alla violazione fotografica della residenza sarda del premier e la ripresa di filmati da parte di privati a palazzo Grazioli hanno messo in campo una serie di misure che prevedono la "messa in sicurezza" in qualsiasi condizione di Berlusconi, considerando anche le difficoltà che devono affrontare gli uomini della scorta, la maggior parte carabinieri, quando incontra gruppi di persone.
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