HomePOLITICA 2 GIUGNO, L'IRRITAZIONE DEL COLLE. "CHIEDETE A MARONI PERCHE' NON C'ERA"
2 GIUGNO, L'IRRITAZIONE DEL COLLE. "CHIEDETE A MARONI PERCHE' NON C'ERA"
di: Redazione Nsd
giovedì 03 giugno 2010
(La Repubblica) - "Perché non c'era Maroni? Dovete chiederlo a lui". Il capo dello stato Giorgio Napolitano mostra irritazione per la mancata partecipazione dello stato maggiore leghista (compresi i ministri in carica) ai festeggiamenti del 2 giugno. Assenti tutti i big del Carroccio 1: il ministro dell'Interno Roberto Maroni (che disertò la parata anche lo scorso anno 2) era a Varese dove, durante la cerimonia, al posto dell'inno di Mameli 3 un'orchestra ha eseguito La Gatta di Gino Paoli, Con te partirò di Andrea Bocelli....
"Quella di stamane - ha detto il presidente della Repubblica - è stata una manifestazione unitaria di popolo e di rappresentanza istituzionale, senza alcuna eccezione" e se volete sapere il perché dell'assenza del ministro "chiedetelo a lui - dice il capo dello Stato - sono stati invitati tutti, c'erano parecchi ministri, alcuni mancavano anche ieri sera al ricevimento, ognuno avrà le sue ragioni". L'opposizione critica il comportamento del Carroccio. In serata, replica il presidente del Consiglio: "Non c'era neanche Bersani. Sono polemiche pretestuose, assurde".
Napolitano su mafia e manovra. Per Napolitano, l'occasione è servita per ricordare "la forza propulsiva dei valori della nostra Costituzione". E per lanciare un monito: "Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa". Il presidente ha parlato anche di mafia e della manovra. "E' importante - dice a proposito delle stragi del '92-'93 - che sul piano giudiziario si ricostruisca ciò che è possibile ricostruire su un passato complicato e oscuro. E' importante garantire la piena trasparenza delle attività di tutti gli organi dello Stato, compresi i servizi di informazione". E sulla manovra: "Io posso auspicare che la manovra sia equa e attenta a tante esigenze ma le manovre non le faccio io. C'è un decreto del governo che si è assunto la responsabilità e c'è il Parlamento che lo discute".
Polemica sulla Lega. Ad animare la polemica politica è stata l'assenza dei leader leghisti. Per il Carroccio, erano sul palco un sottosegretario, Francesco Belsito, il vicecapogruppo alla Camera, Sebastiano Fogliato e quello del Senato, Lorenzo Bodega, che ha parlato di "polemica strumentale". Ma l'assenza dei leader ha ricevuto critiche trasversali: "E' un'offesa agli italiani", ha detto Luigi De Magistris dell'Idv; vogliono "dividere e demolire l'Italia", ha commentato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, del Pd; "Una nota stonata e un'occasione persa", per Lorenzo Cesa dell'Udc; "Un brutto segnale: quel che conta è che l'83% degli italiani è orgoglioso di far parte di un'unica grande nazione", ha tagliato corto il sindaco della capitale Gianni Alemanno.
La giornata. Le celebrazioni sono iniziate in mattinata con la deposizione della corona al Milite Ignoto da parte del presidente della Repubblica. Ad attenderlo c'erano il presidente del Senato Renato Schifani e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, invece, ha deciso di celebrare la ricorrerenza a Herat, in Afghanistan, dove ha incontrato i militari del contingente italiano. L'assenza del Carroccio ha provocato mugugni anche nel centrodestra: "E' un brutto segnale", dice il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Anche se il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, minimizza: "Sono cose che interessano solo ai giornalisti...". Sul palco, invece, al fianco di Napolitano, c'erano Berlusconi (i due hanno parlato a lungo), Schifani, alcuni ministri, il capo della protezione civile Guido Bertolaso. Per l'opposizione, Massimo D'Alema del Pd e Rocco Buttiglione dell'Udc.
Parata in economia. Dai paracadutisti ai marinai, passando per la Protezione Civile e per la corsa dei bersaglieri salutata dagli appalusi, la parata è andata in scena un po' ristretta - 6.000 i partecipanti rispetto ai 6.400 della passata edizione e ai 7.200 di quella prima, una contrazione continua - e con il consueto bagno di folla. Anzi, di gente ce n'era anche di più: al completo le tribune di via dei Fori imperiali e gremita piazza Venezia per il concerto della banda militare interforze, una novità di quest'anno. "Una scommessa vinta", dice il ministro della Difesa La Russa. E' verso la fine, quando passano i mezzi e gli uomini dei Vigili del fuoco e della Protezione civile che rimandano alle tragedie di Haiti e dell'Aquila, che il sottosegretario Gianni Letta si è alzato per andare ad abbracciare Guido Bertolaso, seduto non troppo lontano: un chiaro segno di solidarietà del governo a uno dei protagonisti dell'inchiesta sugli appalti per il G8.
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