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UILPA-PENITENZIARI: RIVOLTA NEL CARCERE DI MARASSI. LA SITUAZIONE RISCHIA DI DIVENTARE INGESTIBILE

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di: Redazione Nsd   
mercoledì 24 giugno 2009
(NSD) - Resta alta la tensione nelle carceri italiane messe sempre più a dura prova dal sovraffollamento e dalla carenza di personale. La UilPa-Penitenziari ha reso noto che nella Casa Circondariale Genova Marassi i detenuti hanno dato vita ad una vera e propria rivolta, con l'incendio di materassi, schiamazzi e urla. Fortunatamente non ci sono stati feriti ma la UilPa ha ribadito che la situazione è molto grave e rischia di diventare ingestibile.




"Ieri sera intorno alle ore 23 circa i detenuti della Casa Circondariale Genova Marassi hanno dato vita ad una vera e propria rivolta. Con l'incendio di materassi, schiamazzi, urla e battitura delle stoviglie. Nonostante le poche unità in servizio la PoliziaPenitenziaria in servizio a Genova Marassi è riuscita, comunque, a gestire la protesta e mantenere l'istituto in sicurezza - si legge in una nota della UilPa Penitenziari che ha chiesto al Dap il trasferimento del Provveditore Regionale che più volte ha manifestato l'intenzione di essere destinato ad altra sede.

Ormai è anche un problema di ordine pubblico, di ciò sia consapevole chi ha diretta responsabilità nella gestione. A cominciare dal provveditore dell'Amministrazione Penitenziaria a finire al Prefetto di Genova. Stanotte è andata bene, per così dire. Non si registrano feriti o contusi. Ma potrebbe non essere sempre così. E' pur vero che quando si ammassano esseri umani in pochi centimetri quadrati dove manca pure l'aria per respirare occorre mettere nel conto questo tipo di reazione. A Genova il quadro è ancora più drammatico considerata la grave carenza organica del personale di polizia penitenziaria e amministrativo.

Non c'è peggio sordo di chi non vuol sentire. Avevamo lanciato per tempo l'allarme. Eravamo consapevoli che prima o poi sarebbero scoppiate le rivolte. Genova non è che l'ultimo episodio di una scia di tensioni che non si sono ancora manifestate nella loro completezza ed in tutta la loro violenza. D'altro canto il Ministro Alfano e il Governo intero ancora si ostinano a determinare quale unica soluzione la costruzione di nuove carceri. Invece bisogna determinare politiche deflattive del sovrappopolamento e implementare urgentemente il personale. Quello in servizio è ormai sfiancato, sfiduciato, depresso, demotivato. La situazione sta precipitando di minuto in minuto e abbiamo piena consapevolezza che potrebbe divenire ingestibile, con le nefaste conseguenze che ciò significa. Speriamo che nei palazzi romani qualcuno si svegli, prima che sia troppo tardi -
conclude la UilPa".



Tags:  uilpa penitenziari carceri casa circondariale genova marassi rivolta detenuti

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