UILPA PENITENZIARI: QUANTO SUCCESSO NEL CARCERE DI PORTO AZZURRO E' UN ALLARME DA NON SOTTOVALUTARE |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 08 aprile 2010 |
(NSD) - "Il gravissimo fatto di cronaca accaduto nel penitenziario di Porto Azzurro è un allarme che non deve essere sottovalutato. Esso rappresenta, infatti, solo la punta dell’iceberg delle pulsioni e delle tensioni che covano nei penitenziari italiani oramai pronti ad esplodere come una pentola a pressione". Queste le parole di Eugenio Sarno della UilPa Penitenziari dopo il sequestro di due agenti da parte di alcuni detenuti durato circa due ore. "E' chiaro che occorre implementare gli organici. Ma delle 3700 assunzioni straordinarie annunciate da Alfano, nemmeno l’ombra - sottolinea Sarno".
"Nel pomeriggio durante le operazioni della conta (ore 16.00) l’addetto alla sezione e il capoposto sono stati accerchiati e sequestrati dai 36 detenuti ristretti nella 14^ sezione del 3° reparto. La liberazione degli ostaggi è avvenuta intorno alle 17.50, grazie alla mediazione effettuata da personale di polizia penitenziaria e dal Comandante del Reparto. Ci pare utile sottolineare come a Porto Azzurro benché siano presenti 306 detenuti manchi un Direttore titolare e questo nonostante i Dirigenti Penitenziari in forza al DAP siano in numero ben maggiore delle strutture penitenziarie (510 dirigenti penitenziari per 208 carceri) - commenta Sarno.
I detenuti hanno voluto protestare contro le inumane condizioni del penitenziario isolano. Una struttura che ho già inserito nel mio prossimo giro di visite (26 aprile), avuto riguardo per le continue segnalazioni che mi giungevano dai nostri responsabili. Penso, però, che sia necessario dire con chiarezza e fermezza che tali forme di proteste non potranno essere ne tollerate ne consentite. La violenza non potrà mai essere strumento di denuncia e comunicazione. Vogliamo sperare che quello di Porto Azzurro resti un episodio isolato. Tutta la comunità penitenziaria è impegnata a denunciare l’inciviltà e la disumanità che quotidianamente il personale e i detenuti debbono affrontare e subire nei nostri penitenziari. Facciamo ancora una volta appello al Ministro Alfano perché si impegni a fondo per rendere immediatamente disponibili e fruibili le più volte annunciate misure accompagnatorie al piano carceri (detenzione domiciliare e affidamento in prova), confidando nel senso di responsabilità dell’intero Parlamento.
Quanto accaduto a Porto Azzurro è la più clamorosa delle denunce sulle condizioni lavorative della polizia penitenziaria. Una sola unità è preposta alla sorveglianza di decine, centinaia, di detenuti. Soli, abbandonati e impotenti. E’ chiaro che occorre implementare gli organici. Ma delle 3700 assunzioni straordinarie annunciate da Alfano, nemmeno l’ombra. Di contro il Capo del DAP, Ionta, resta fermo e silente di fronte a questa drammatica situazione. Potrebbe, ma non lo fa, recuperare centinaia di unità di polizia penitenziaria impiegate nei palazzi del potere. Dovrebbe, ma non lo fa, disporre la presenza di un dirigente titolare presso ogni istituto penitenziario. Nelle sue vesti di Commissario Straordinario lo stesso Ionta nulla fa trapelare sul c.d. piano carceri. Nel frattempo questo silenzio e questa inoperosità seppellisce il diritto, la dignità e la civiltà. Speriamo che il 13 aprile quando il Ministro Alfano ci incontrerà, salvo ulteriori rinvii, si possa avere un quadro più chiaro e determinato degli obiettivi che il piano carceri si pone. Obiettivi che non possono, certamente, solo limitarsi alla mera ricerca di nuovi posti detentivi - conclude Eugenio Sarno".
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