UILPA PENITENZIARI: ENNESIMA "SETTIMANA DI PASSIONE" NELLE CARCERI |
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di: Redazione Nsd
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martedì 06 aprile 2010 |
(NSD) - "Due suicidi e un tentato suicidio sventato in extremis. Sei agenti penitenziari, due infermieri e un medico feriti, senza dimenticare i fumogeni e le bombe carta contro il carcere di San Vittore". Questa l'ennesima settimana di "passione" vissuta all'interno delle carceri italiane in base al bollettino diffuso della UilPa Penitenziari. "L'incontro originariamente previsto per il 31 marzo con il Ministro Alfano sul piano carceri è stato più volte rinviato. Speriamo che il 13 aprile sia la volta buona - ha auspicato Eugenio Sarno della UilPa".
"Purtroppo abbiamo dovuto registrare ancora una settimana di passione e di tensione per il sistema penitenziario. Dal 1 gennaio ad oggi sono ben 17 i suicidi in cella e 28 i tentati suicidi sventati dalla polizia penitenziaria. Nel bilancio assai grave dei fatti di sangue di questo 2010 non bisogna dimenticare i 38 agenti penitenziari, i due medici e i 4 infermieri che hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere per le ferite riportate causa aggressioni da parte di detenuti e/o internati. Oramai viaggiamo speditamente verso quota 67.500 detenuti e questo continuo ammasso di persone non può non generare ulteriori tensioni - si legge in una nota della UilPa Penitenziari.
L'incontro originariamente previsto per il 31 marzo con il Ministro Alfano sul piano carceri è stato più volte rinviato. Speriamo che il 13 aprile sia la volta buona. Per noi sarà l’occasione per ribadire la necessità di destinare quota parte dei 500 milioni di euro disponibili non solo all’edificazione di nuovi padiglioni e istituti ma anche alla ristrutturazione dei tantissimi edifici penitenziari obsoleti, degradati e inadeguati. Il piano carceri può essere una straordinaria occasione per ridare dignità e civiltà alla detenzione e garantire ambienti di lavoro salubri ed efficienti.
Per raggiungere questi obiettivi non si potrà ragionare, però, solo da ingegneri e costruttori. Per questo condividiamo il pensiero e le affermazioni del Ministro Alfano quando fa cenno alla riforma del momento sanzionatorio. Siamo e restiamo convinti che non tutto può essere punito con il carcere. Ad esempio occorre riflettere sull’esagerato ricorso alla detenzione per i tossicodipendenti (27% della popolazione detenuta). Nel contempo resta inalterata l’esigenza di recuperare spazi detentivi. Questo può avvenire attraverso le misure accompagnatorie al piano carceri come l’affidamento in prova e la detenzione domiciliare. Terminata la fase di studio, ora auspichiamo che il Governo e il Parlamento rendano concrete queste soluzioni solo annunciate. E' chiaro che ogni sforzo rischierà di essere vano se non si provvede all’immediata implementazione delle piante organiche. L’annunciata assunzione straordinaria di 3700 unità di polizia penitenziaria per ora resta un miraggio, mentre dovrebbe rappresentare una concreta priorità. Negli istituti penitenziari il sistematico depauperamento degli organici non conosce sosta; di fatto una sola unità di polizia penitenziaria è demandata alla sorveglianza di centinaia di detenuti. In queste condizioni, realisticamente, qualsiasi discorso legato alla rieducazione, ma alla semplice attività di prevenzione, è una chimera. Sarebbe ora che il Pres. Ionta, quale Capo del DAP e Commissario Straordinario per il piano carceri, rendesse note le proprie intenzioni ed indicare un percorso per gestire questa emergenza. In questo quadro di allarme, sofferenza e criticità di certo l’Amministrazione Penitenziaria non si caratterizza per operatività ed efficienza e il personale è sempre più abbandonato al proprio infausto destino".
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