UILPA: A NOVARA UN DETENUTO AGGREDISCE E FERISCE UN COMANDANTE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 22 aprile 2010 |
(NSD) - "Un marocchino 22enne, E.A. detenuto per rapina e lesioni, che già nel pomeriggio di ieri si era reso responsabile dell’aggressione e del ferimento di due agenti penitenziari, stamattina ha aggredito e mandato all’ospedale il Comandante del Reparto di polizia penitenziaria della casa Circondariale di Novara". La denuncia arriva da Eugenio Sarno, Segretario Generale della UilPa Penitenziari, che ha sottolineato come questo episodio sia solo l'ultima di una serie di violenze segno evidente di una preoccupante escalation....
"Durante l’ordinaria ispezione alle celle il detenuto è andato in escandescenze e all’improvviso si è scagliato contro il Comandante spingendolo a terra, procurandogli una sospetta distorsione al ginocchio. Ieri sera lo stesso detenuto, mentre litigava con un altro ristretto, ha aggredito e ferito le due unità di polizia penitenziaria accorse a riportare la calma. I due agenti hanno riportato ferite e contusioni giudicate guaribili, dai medici dell’ospedale, in 5 e 7 giorni - spiega Eugenio Sarno.
Era facilmente prevedibile, e lo avevamo previsto, che l’aumento esponenziale di detenuti avrebbe alimentato atteggiamenti violenti ed insofferenti. Per quanto le condizioni di detenzione siano incivili e disumane, però, nessun atto di violenza potrà mai essere giustificato, pertanto vogliamo auspicare che lo stesso DAP si esprima con nettezza e chiarezza sulla necessità e sull’opportunità di perseguire, con la massima severità, in sede disciplinare gli autori delle violenze con il conseguente deferimento anche alle AA.GG. Competenti.
Credo che tutti abbiano il dovere di non sottovalutare i segnali precisi che vengono dall’interno delle carceri. Nelle ultime due settimane abbiamo registrato vere e proprie rivolte a Porto Azzurro, Vicenza e Fossano. Rumorosissime proteste sono state inscenate a Catania P.L., Poggioreale e Venezia. Due i detenuti suicidatisi, uno morto per overdose; 5 tentati suicidi sventati dalla polizia penitenziaria; 9 unità di polizia penitenziaria aggredite e ferite. Sembra un proprio e vero bollettino di guerra.
Non è la prima volta che il Pres. Berlusconi attenziona al dramma penitenziario. Evidentemente ha consapevolezza dell’estrema delicatezza del momento che si vive all’interno delle nostre prigioni e delle conseguenze che potrebbero determinarsi. Siamo molto più che favorevoli ad un decreto legge che normi quelle che il Ministro Alfano ha inteso definire misure accompagnatorie al piano carceri. Misure non solo opportune, ma estremamente necessarie. Nelle more di interventi strutturali, infatti, occorre intervenire a deflazionare l’incredibile tasso di sovrappopolamento che sta trasformando i nostri penitenziari in luoghi di supplizio e tortura. Tutti gli spazi utili sono esauriti, compresi quelli desinati alla socializzazione. La pentola a pressione, la bomba ad orologeria che è oggi il sistema penitenziario ha già dato evidentissimi segnali di una prossima, violentissima, deflagrazione. Per questo l’intento del premier a voler intervenire con un decreto legge è condiviso. A patto però che non si coltivi l’illusione che esso possa rappresentare un passo determinante ed esaustivo . Per correggere le distorsioni del sistema occorrono soluzioni strutturali. La prima delle quali ridisegnare l’attuale Amministrazione Penitenziaria. Poi bisognerebbe intervenire sul sistema sanzionatorio , reperire nuovi spazi e posti nonché rendere fruibili e civili le strutture penitenziarie attualmente operative. Ovviamente la priorità assoluta resta l’ implementazione degli organici della polizia penitenziaria. Il personale è stanco, stremato, depresso, arrabbiato – conclude Sarno”.
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