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UIL PA PENITENZIARI: LE CARCERI ITALIANE SONO UNA POLVERIERA PRONTA AD ESPLODERE

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di: Redazione Nsd   
lunedì 30 marzo 2009
(NDS) - "Forse non si è ben compresa la complessità, la gravità e la vera portata della crisi che attraversa il sistema penitenziario italiano". Questo l'allarme lanciato Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno. La popolazione detenuta è arrivata, infatti, a circa 61mila presenze ed è in continua crescita mettendo in grave crisi la ricettività degli istituti penitenziari, soprattutto in prospettiva della stagione estiva.


"Registriamo un silenzio tanto assordante quanto innaturale, eppure questa emergenza attiene direttamente alla civiltà del sistema paese - ha continuato Sarno. O forse si preferisce volgere lo sguardo altrove per non vedere ciò che offende la coscienza di ogni persona civile.

Oramai non siamo solo più nelle  condizioni di preoccuparci sulla tenuta del sistema ma dobbiamo cominciare a porci l’interrogativo sul come far fronte all’inevitabile ondata di proteste , se non vere e proprie rivolte, che si manifesterà con l’avvento della prossima stagione estiva. Noi crediamo che sia giusto informare e denunciare che, oggi, il personale penitenziario non è in grado di poter reggere il prevedibile urto. Per dirla in breve l’emergenza penitenziaria non è più solo una emergenza sociale ma è una vera emergenza sul fronte dell’ordine pubblico.

Alle 17.00 di ieri il dato delle presenze detentive
- informa Sarno - assommava a 60.969 unità (58.331 uomini e 2638 donne) a fronte di una capienza regolamentare di poco superiore ai 43.000 posti. Questo continuo ammassare persone all’interno di strutture penitenziarie, molte delle quali obsolete e fatiscenti, determina condizioni di inciviltà inenarrabili. L’esaurimento dei posti letto, l’ozio forzato, l’inadeguatezza strutturale, la mancanza di spazi fruibili aggrava anche le già precarie condizioni igienico-sanitarie. Il trend degli ingressi, con un incremento medio mensile pari a 800 unità, ci porterà a superare quota 63.000 entro il prossimo giugno. Allora l’attuale collasso si trasformerà in esplosione con le debite, immaginabili, conseguenze. La calma apparente e la mancanza di proteste all’interno delle nostre prigioni sono la prova provata del fuoco che cova sotto le ceneri; è la storia penitenziaria ad insegnarcelo. Com'è la stessa storia a dirci che in taluni momenti di particolare criticità la criminalità organizzata non perde occasione per gestire e coordinare le proteste e le sommosse. Pur avendo la necessarie professionalità al suo interno l’Amministrazione Penitenziaria rischia di arrivare impreparata e disorganizzata ad una stagione che si preannuncia torrida.

Per questo la UIL PA Penitenziari sollecita il Parlamento e le Istituzioni ad attenzionare urgentemente il problema.

Non è la prima volta che rivolgiamo appelli bipartisan perché la Politica attenzioni al problema in chiave preventiva. Ne discutano e trovino le soluzioni necessarie perché nell’immediato si disinneschi questa bomba pronta a deflagrare. Non è certo con il piano carceri, pur necessario per l’ammodernamento delle strutture, che si risolvono le attuali difficoltà e criticità. E’ una questione di dignità e di civiltà che va risolta anche per via legislativa. Come dimenticare, ad esempio, che ad oggi sono 57 (56 donne e 1 uomo) le persone detenute che hanno con loro bimbi in età inferiore ai tre anni. Bambini costretti, dunque, ad una detenzione ingiusta ed infame. La Patria di Cesare Beccaria non può consentire questo scempio del diritto e della dignità. L’annunciata riforma della Giustizia non potrà eludere tali cogenti aspetti. Analogamente vanno individuate risposte normative al blocco del turn-over per il personale penitenziario. Vogliamo sperare che il Ministro Alfano - sottolinea il Segretario della UIL PA - sappia far prevalere le ragioni del buon senso e delle reali necessità e convincere i Ministri Brunetta e Tremonti a rimuovere gli ostacoli burocratici ed economici perché si possa, finalmente, garantire l’assunzione dei circa 400 educatori penitenziari (già vincitori di concorso) e l’implementazione degli organici della polizia penitenziaria, che lo stesso Ministero della Giustizia ha quantificato in circa 5.000 unità le deficienze attuali. Intanto a normativa vigente per i prossimi pensionamenti (circa 800 nel 2009) sono previste solo un centinaio di assunzioni e per giunta solo dal prossimo anno".



Tags:  carcere uil pa penitenziari eugenio sarno penitenziari

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