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UIL-PA PENITENZIARI: CONTINUA IL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI. IL 37% SONO DETENUTI STRANIERI

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di: Redazione Nsd   
lunedì 04 maggio 2009
(NSD) - "Tra poche ore sfonderemo la soglia delle 62mila presenze. La marcia verso la quota limite delle 63mila pare inarrestabile, anzi di questo passo a fine anno i detenuti presenti negli istituti penitenziari saranno circa 70mila, a fronte di una capienza massima di circa 43mila posti". Questo il nuovo allarme lanciato dalla Uil-PA Penitenziari che è tornata a chiedere soluzioni urgenti per gestire la situazione.




"La fase successiva all'indulto è stata gestita in modo inappropriato, avendo fatto mancare le risposte strutturali necessarie - ha detto il segretario generale della Uil-PA penitenziari, Eugenio Sarno. Per sgravare l'insostenibile situazione si renda necessario un maggior ricorso alle misure alternative corroborate da una adeguato sistema di controllo, eventualmente affidato alla polizia penitenziaria, e ciò non significa rendere meno certe le pene: nel 2008 sono stati 3.005 i detenuti affidati in prova, 1.350 i semiliberi, 1.800 sottoposti alla detenzione domiciliare. Notevole incidenza sulle difficoltà è data dai detenuti stranieri. Il 37,17% della popolazione detenuta (al 31 marzo, 22.837 su 61.445) è costituita da stranieri: 8.441 gli europei, 11.986 africani, 1.109 asiatici e 1.301 americani.

Particolarmente degno di attenzione il dato dei detenuti nordafricani. Marocchini (5.052) e tunisini (2.818) costituiscono oltre il 34% dei detenuti stranieri e questo dovrebbe indurre a più idonee valutazioni sui flussi migratorie sugli effetti che producono sul sistema penitenziario italiano. E' significativo che a dicembre del '91 i detenuti stranieri assommavano a 5.365 (il 15,13% della popolazione detenuta). Anche la sensibile crescita dell'aumento degli atti di violenza perpetrati in danno di agenti penitenziari (circa 670 negli ultimi dodici mesi) è direttamente proporzionale alle presenze dei detenuti stranieri
.

Tra qualche giorno - prosegue  Sarno - a quanto ci è dato sapere, il ministro Alfano e il capo del Dap, Ionta, dovrebbero illustrare il piano carceri. A meno di improbabili miracoli ci troveremo di fronte ad un piano di edilizia penitenziaria che renderà concreta le disponibilità di posti non prima di due anni. Nel frattempo, si continuerà ad ammassare persone in spazi assolutamente insufficienti aggravando le indegne, incivili, condizioni detentive che appalesano un sistema oramai al collasso e prossimo all'implosione. In molti istituti, persino per poter consumare i pasti al tavolo occorre fare i turni: è il caso del reparto femminile di Santa Maria Capua Vetere dove in celle costruite per contenere al massimo tre persone ne vengono ospitate dieci".





Tags:  uilpa penitenziari carceri sovraffollamento angelino alfano eugenio sarno dap franco ionta

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