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SVUOTA-CARCERI: DETENZIONE DOMICILIARE E NUOVE ASSUNZIONI. PER I SINDACATI E' UNA BOCCATA D'OSSIGENO

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di: Redazione Nsd   
giovedì 18 novembre 2010
(NSD) - Il Senato ha approvato in via definitiva un provvedimento che consente la detenzione domiciliare per chi deve scontare condanne inferiori a un anno. Del cosiddetto "svuota-carceri" beneficeranno circa 7 mila detenuti. La scelta è stata fatta per cercare di tamponare l'emergenza sovraffollamento dei penitenziari italiani in attesa della realizzazione del "piano carceri". Pronta anche l'assunzione di 2mila nuovi agenti. Positivi i primi commenti dei Sindacati di Polizia: "L'approvazione al senato del ddl svuota carceri rappresenta davvero uno spiraglio di luce e le nuove assunzioni sono una boccata d’ossigeno quanto mai necessaria - spiega la UilPa Penitenziari"....







Ecco i punti salienti della nuova legge (fonte Ansa)

ABITAZIONE DOVE SCONTARE PENA: la pena detentiva e' eseguita presso l'abitazione del condannato o altro luogo pubblico o privato di cura, assistenza e accoglienza che puo' definirsi un domicilio.

A CHI NON E' APPLICABILE: ai detenuti considerati ''delinquenti abituali, professionali o per tendenza''; ai detenuti che sono sottoposti al regime di sorveglianza particolare; quando vi e' la concreta possibilita' che il condannato possa darsi alla fuga o quando sussistono specifiche e motivate ragioni per ritenere che il condannato possa commettere altri delitti oppure quando non sussiste ''l'idoneita' e l'effettivita' del domicilio anche in funzione delle esigenze di tutela delle persone offese dal reato''.

DECIDE IL PM, CONTROLLA IL GIUDICE DI SORVEGLIANZA: spetta al pubblico ministero la trasmissione al giudice di sorveglianza della richiesta di sospensione della reclusione corredata da un verbale di accertamento della idoneita' del domicilio. Il magistrato di sorveglianza dispone l'esecuzione domiciliare degli ultimi 12 mesi di pena o di assegnazione a centri di recupero, presso una struttura pubblica o privata accreditata, in caso di condannati tossicodipendenti.

INASPRIMENTO PENE SE SI EVADE DA CASA: in caso di evasione dai domiciliari la pena che era prevista dal codice penale da 6 mesi fino a tre anni passa da uno fino a cinque anni. - PIU' AGENTI: si prevede un adeguamento dell' organico del Corpo di polizia penitenziaria di circa 2000 unita' per fronteggiare la situazione emergenziale in atto.

RELAZIONE IN PARLAMENTO: entro 180 giorni dall' entrata in vigore della legge, il ministro della Giustizia riferisce alle competenti Commissioni parlamentari in merito alle necessita' di adeguamento numerico e professionale della pianta organica della polizia penitenziaria.



I COMMENTI DEI SINDACATI DI POLIZIA PENITENZIARIA


UILPA PENITENZIARI: "L’approvazione al senato del c.d. DDL svuota carceri rappresenta davvero uno spiraglio di luce nelle nebbie offuscanti che, da troppo tempo,  ammantano il sistema penitenziario. Pur convinti che tale provvedimento inciderà quasi per nulla a deflazionare il grave sovrappopolamento carcerario, almeno nell’immediato, non possiamo esimerci dal sottolineare come attraverso l’atto approvato ieri si sbloccano, finalmente, quelle assunzioni in polizia penitenziaria che rappresentano una boccata d’ossigeno quanto mai necessaria. La stima di settemila possibili fruitori ci pare piuttosto ottimista, considerate le prescrizioni e i vincoli, pertanto è inopportuno parlare di svuota carceri.  In ogni caso è un segnale di attenzione verso l’universo penitenziario che non può non essere preso in considerazione. Ovviamente non rappresenta la panacea dei mali endemici del sistema e pertanto l’auspicio è che si continui a mantenere nell’agenda politica l’emergenza penitenziaria. Questa approvazione bipartisan del DDL segna un percorso di responsabilità istituzionale delle forze politiche che hanno saputo e voluto superare barriere ideologiche e le diverse sensibilità avendo conto del disastro e del dramma che ogni giorno si consuma dietro le sbarre delle nostre prigioni. Ed è certamente un punto di merito del Ministro Angelino Alfano. Ora che le assunzioni in polizia penitenziaria possono essere ascritte alla concreta realtà e non più al mondo delle favole e dei racconti,  vogliamo sperare che l’Amministrazione Penitenziaria sappia cogliere al volo l’occasione per rimpinguare gli organici nelle sedi periferiche e, soprattutto, dare respiro ai contingenti operativi in perenne affanno. I molti arresti di criminali di punta delle rispettive organizzazioni mafiose sono motivo di legittimo vanto per la magistratura e di tutte le forze dell’ordine. Sarebbe iniquo non ricordare il ruolo nel contrasto al crimine organizzato che riveste il sistema penitenziario. Dalle norme restrittive del 41-bis,  all’attività di intelligence svolta dalla polizia penitenziaria fino alla indispensabile capacità di sorvegliare questi pericolosissimi criminali che presuppone una non comune professionalità. Per questo condividiamo ed apprezziamo l’intento del Ministro Alfano a non incidere e modificare il 41 bis, strumento indispensabile al contrasto alle mafie. In questo senso apprendiamo con estremo favore la notizia che nel Consiglio dei Ministri odierno si procederà alla nomina dei cinque Dirigenti Generali dell’Amministrazione Penitenziaria da preporre ai Provveditorati Regionali di Puglia, Calabria, Sardegna, Lazio e Basilicata. Anche garantendo i presidi periferici si contribuisce nello sforzo generale di mantenere in piedi il sistema. Restiamo , comunque, disponibili ad ulteriori confronti con il Ministro Alfano per suggerire ipotesi di soluzioni che possono essere individuate dall’interno della stessa Amministrazione,  fermo restando che dovrà essere la riforma complessiva della giustizia ad orientare diversamente il concetto della pena, del momento sanzionatorio e dei tempi di detenzioni".


SAPPE: "Questo provvedimento può essere un'occasione d'oro per sanare seppur parzialmente le gravi carenze di organico della Polizia Penitenziaria (quantificate in oltre 6mila unità) e per dare un primo concreto segnale ad un sistema, quello penitenziario, rimasto per molto tempo senza alcun intervento sostanziale, oltre la fallimentare e disastrosa esperienza dell'indulto. Oggi in carcere ci sono più di 69mila detenuti per poco più di 43mila posti letto, e la misura deflattiva che prevede la possibilità di scontare ai domiciliari l'ultimo anno di pena residua inciderà su circa 8mila detenuti. Auspichiamo ora che il provvedimento abbia garanzie sull'adeguata copertura finanziaria per pagare gli stipendi ai previsti 1.800 nuovi agenti di Polizia penitenziaria. I poliziotti penitenziari del Sappe sono stanchi di essere stati e di essere presi in giro sulle più volte annunciate 2mila assunzioni; stanchi dall'assenza di provvedimenti concreti del mondo della politica nonostante il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sullo stato di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento degli istituti penitenziari presenti sul territorio nazionale sia del 13 gennaio scorso; stanchi di non essere pagati per lavoro straordinario e servizi di missione obbligati ad assicurare; stanchi di non avere neppure vestiario e automezzi adeguati ai delicati compiti istituzionali. La Polizia penitenziaria ed il sistema carcere hanno urgente bisogno di provvedimenti concreti. E ieri sera forse qualcosa di concreto per il sistema è stato fatto".






Tags:  svuota carceri detenzione domiciliare uilpa penitenziari sappe

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