SICUREZZA: CGIL, NO MILITARISMO POLIZIA MUNICIPALE-PROVINCIALE |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 26 marzo 2009 |
(ANSA) - Il regolamento regionale per polizia municipale e provinciale approvato in questo giorni dalla Giunta della Toscana, in attuazione della l.r. 12/2006, introduce ''pericolosi elementi di militarismo e di confusione nelle modalità di impiego e di uso degli strumenti attraverso i quali si perseguono compiti e si esercitano le prerogative del corpo di polizia municipale e provinciale''. E' quanto afferma in una nota la segreteria regionale Cgil Fp, secondo la quale il regolamento non ''valorizza il ruolo, l'autonomia e la professionalità della polizia municipale e provinciale''.
In una nota la Cgil-Fp afferma che pur ritenendo necessaria la conclusione del processo legislativo con l'emissione di un nuovo regolamento, ''ha lamentato, sin nella definizione della bozza dell'articolato, sia l'assenza di un vero confronto con le organizzazioni sindacali, sia la distanza esistente tra alcune affermazioni di principio sul ruolo e sulla funzione del corpo di polizia municipale e provinciale e l'individuazione e le modalità d'impiego delle uniformi, dei gradi e dei presidi tattici difensivi. Nei mesi passati abbiamo sollecitato e presentato proposte di modifiche del regolamento, richiamate anche nel parere espresso dalla prima commissione del Consiglio regionale. Rispetto a questi punti qualificanti vi erano state aperture e assicurazioni, invece con la pubblicazione siamo costretti a constatare che, tranne qualche piccola modifica marginale, il regolamento è rimasto sostanzialmente immutato''.
Per questo il sindacato torna a esprimere ''riserve e contrarietà'' su ''questioni rilevanti''. In particolare si rileva che ''i segni identificativi dei gradi richiamano in modo esplicito quelli della polizia di Stato, contrariamente a quanto previsto dalla legge quadro. Era opportuno, invece, una simbologia originale che evidenziasse l'autonomia del settore. Le modalità di uso e d'impiego degli strumenti tattici difensivi vengono rinviate alle competenze della Scuola sovraregionale di Modena, senza alcuna definizione dei limiti nell'uso di questi strumenti. Vi e' una discrasia tra i distintivi di grado e l'inquadramento contrattuale, con un evidente rischio di 'degradazione' di alcune professionalità. Alcuni accessori di abbigliamento e presidi difensivi sono di chiara derivazione militare''.
La Cgil Fp ribadisce che il corpo della polizia municipale e provinciale deve continuare a svolgere i propri compiti e funzioni nello spirito di ''primo presidio della convivenza civile'' e quale ''front office'' delle amministrazioni locali, primo contatto tra cittadini e la pubblica amministrazione e respinge ''qualsiasi tentativo di introdurre una visione militaristica anche simbolica. Nelle prossime settimane avvieremo una forte iniziativa volta a informare il personale e a sviluppare una sensibilizzazione delle forze politiche e delle istituzioni''.
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