SICUREZZA: MANGANELLI, RONDE NON SI SOVRAPPONGONO A FORZE POLIZIA |
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di: Redazione Nsd
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giovedì 05 novembre 2009 |
(Adnkronos) - La sovrapposizione degli osservatori volontari e delle polizie locali con le forze di polizia dello Stato impegnate in attività di sicurezza pubblica "non è stata ipotizzata da nessuna parte. E' un dibattito soltanto mediatico che è stato strumentalizzato". E' stato il capo della polizia, prefetto Antonio Manganelli, intervenuto con il ministro dell'Interno Roberto Maroni ad un convegno della federazione sindacale di polizia Sp, a precisare che "il mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica è un compito che continua ad essere affidato alle forze dello Stato''.
''Poi - ha proseguito - parliamo di sicurezza urbana, per cui ai sindaci sono demandate attività che riguardano il disagio sociale e le condizioni ambientali che possono favorire l'insorgere di fenomeni criminosi. La sicurezza urbana, quindi, non si sovrappone alla sicurezza pubblica ma ne è complementare". Le stesse ronde hanno compiti "di vigilanza ai fini di sicurezza urbana, che non è quindi sicurezza pubblica".
Manganelli ha sottolineato che "il tema della sicurezza è una bella partita che vede sempre più tifosi partecipi" ma ancora "pochi giocatori e poca concretezza". Si tratta di un concetto generale "in evoluzione, da aggiornare sempre alla società che cambia".
Sul versante della sicurezza pubblica, ha aggiunto Manganelli, "siamo un paese in cui esiste un problema di sicurezza reale: c'è il terrorismo che non è mai stato sopito, ci sono le effervescenze dell'area anarco-insurrezionalista che ci tengono allertati e vigili, c'è il problema del terrorismo internazionale, della criminalità organizzata, della criminalità diffusa, dell'immigrazione clandestina che è anche un problema di criminalità perché per talune tipologie di reato gli immigrati clandestini raggiungono il 60-70%''.
''C'è anche un problema di sicurezza percepita: oggi - ha osservato Manganelli - si avverte la sensibilità del cittadino per quanto riguarda i reati di strada e c'è una paura che non è direttamente collegata alla recrudescenza dei reati".
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