HomeFORZE DI POLIZIA SAPPE: LA CRIMINALITA' SFRUTTA IL SOFRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI PER INDEBOLIRE IL SISTEMA
SAPPE: LA CRIMINALITA' SFRUTTA IL SOFRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI PER INDEBOLIRE IL SISTEMA
di: Redazione Nsd
mercoledì 31 marzo 2010
(NSD) - "La situazione di sovraffollamento carcerario rischia di diventare uno strumento di stabilizzazione anche da parte della criminalità organizzata che, in modo nascosto, è in grado di approfittare delle tensioni e di stimolarle per collassare il sistema penitenziario, che è fragile, perché senza mezzi, poliziotti, educatori, risorse finanziarie. Tanto più sarà in crisi il presidio di legalità e sicurezza che il carcere rappresenta, tanto più la criminalità organizzata potrà strumentalizzare tale disagio e rafforzarsi". Questa l'analisi fatta dal Segretario Generale del Sappe, Donato Capece, nel corso del suo intervento al XXI° Consiglio Nazionale che si chiude oggi ad Abano Terme. In primo piano anche il sovraffollamento, il Piano Carceri, le pene alternative e le difficili condizioni in cui opera la Polizia Penitenziaria.
CRIMINALITA': "Un reale ostacolo alla criminalità organizzata può opporsi solo investendo adeguate risorse finalizzate al rafforzamento dei presidi di legalità: condizione essenziale è allora una maggiore presenza dello Stato sul territorio, attraverso le Forze dell’Ordine, tutte le forze di polizia, anche penitenziaria, perché la criminalità organizzata non vive solo nella società libera ma esiste ed agisce anche nelle carceri, dove recluta, istruisce, progetta e ordina. Appare opportuno ricordare che l’ultima relazione dei servizi segreti lancia l’allarme proprio sulla possibilità che i boss mafiosi continuino a comandare da dietro le sbarre. Ciò deve farci rendere conto di quanto sia sempre più importante sviluppare l’attività investigativa e di intelligence della polizia penitenziaria, al fine di evitare tali fenomeni, consentendo anche quella raccolta di informazioni necessaria allo sviluppo delle indagini di polizia. In tale direzione riteniamo che vada potenziata l’attività del NIC (Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria) e modificata tutta quella normativa che, attualmente, non consente alla Polizia penitenziaria di entrare a far parte delle strutture interforze, come la DIA: in proposito, è stato istituito il Ruolo tecnico del Corpo di polizia penitenziaria".
SOVRAFFOLLAMENTO: "L'attuale sovraffollamento va a discapito delle condizioni detentive e delle condizioni lavorative delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria che lavorano nella prima linea delle sezioni detentive. Se il carcere è in larga misura destinato a raccogliere il disagio sociale è evidente come la società dei reclusi non possa che essere lo specchio della società degli uomini liberi. In altri termini, sembra che lo Stato badi solo ad assicurare il contenimento all'interno delle strutture penitenziarie".
PIANO CARCERI: "Nell’ambito del Piano carceri, c'è la necessità di un arruolamento immediato di almeno 2.000 unità, a fronte delle circa 6.000 unità che mancano, significando, inoltre, di utilizzare strutture ex mandamentali, che sarebbero già allestite e arredate ai fini di un proficuo utilizzo. Serve una soluzione alternativa per per l’edilizia penitenziaria: parliamo di un progetto modulare, vale a dire un edificio in acciaio, con grandi capacità di resistenza agli agenti atmosferici, agli attacchi chimici o ad altri processi deteriorativi, che può essere sopraelevato senza particolari misure strutturali e con costi competitivi e tempi di esecuzione estremamente rapidi. Si tratta di edifici con 600 posti letto costruibili in quattro mesi, con un costo inferiore ai 20 milioni di euro, e posti in opera in soli 7 mesi. Anche questa potrebbe essere una prima rapida soluzione per deflazionare le affollate carceri italiane".
PENE E SANZIONI: "E' giunta l'ora di ripensare la repressione penale mettendo da un lato i fatti ritenuti di un disvalore sociale di tale gravità da imporre una reazione dello Stato con la misura estrema che è il carcere, e dall'altro, anche mantenendo la rilevanza penale, indicare le condotte per le quali non è necessario il carcere ipotizzando sanzioni diverse. E' chiaro che una opzione di questo tipo dovrebbe ridisegnare il sistema a partire dalle norme in materia di immigrazione e dalla individuazione delle risorse per affrontare il tema delle dipendenze e dei disturbi mentali fuori dal carcere".
IL MESSAGGIO DEL MINISTRO ANGELINO ALFANO: "Sin dall’origine dal mio mandato ho prestato massima attenzione a Pianeta Carcere, ben consapevole dell’encomiabile spirito di servizio con il quale tutto il Personale della Polizia penitenziaria, egregiamente affiancato da dirigenti e dai dipendenti dall’intero Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ne ha fino ad oggi garantito il funzionamento, tra mille difficoltà di tipo logistico ed operativo. Una realtà complessa nella quale l’attuale Governo intende investire anche attraverso il ricorso a strumenti straordinari già approvati, ad onta delle attuali difficoltà economiche connesse alla negativa congiuntura economica internazionale. Pur tuttavia ho sempre elogiato l’operato di quanti, nonostante la scarsità degli organici di personale e di mezzi, sono riusciti ad instaurare un clima di tolleranza e rispetto. Conscio dell’emergenza attuale, legata al sovraffollamento penitenziario, diventa evidente come gli attuali problemi non si superano costruendo solamente nuove carceri, ma diversificando il sistema sanzionatorio. Ciò non corrisponde solo ad esigenze umanitarie, ma alla prospettiva di una prevenzione più efficiente. Mosso da tali sentimenti auguro a tutti un proficuo dibattito e colgo l’occasione per inviare a Lei e al resto dei partecipanti un cordiale saluto".
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