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POLIZIA: TRA ELICOTTERI E VOLANTI IL "VALORE AGGIUNTO" DELLE DONNE

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di: Redazione Nsd   
martedì 09 marzo 2010
(La Repubblica.it), di Giulia Belardelli - Cinquant'anni sono passati dal giorno in cui la prima donna entrò nel corpo della Polizia di Stato. A quei tempi c'era chi non avrebbe scommesso molto sull'operato del gentil sesso in divisa. A distanza di mezzo secolo, si può dire - dati alla mano - che le donne rappresentano un vero "valore aggiunto" per la Polizia italiana. Determinate, preparate, coraggiose e sensibili: a loro è dedicato il numero di marzo di Polizia moderna, la rivista ufficiale del corpo. Dalle 16 pagine dell'inserto, tra dati, tabelle e percentuali, emerge una fotografia dell'evoluzione storico-sociale delle signore col distintivo: c'è chi ha scelto i reparti speciali, le volanti, il settore aereo o la Digos.





Ci sono sommozzatrici, disegnatrici di identikit, artificiere e esperte in difesa nucleare, batteriologica, chimica e radiologica. Un universo vastissimo e in forte crescita di anno in anno: basti pensare che nel 2010 le donne in cremisi - il colore istituzionale della Polizia - sono diventate 14.862, con un aumento di oltre 2.000 unità rispetto a cinque anni fa. A chi le chiama "femmine" o "femminucce", rispondono con un sorriso: "Sono pilota da vent'anni, ho ben altro a cui pensare", scherza Valeria Cangelosi, vicecapo del reparto di volo di Palermo

Donne in Polizia: i numeri. In termini assoluti, le donne costituiscono il 13% delle forze complessive e sono presenti in tutte le specialità e funzioni particolari. Rilevante è la presenza nei ruoli tecnico-scientifici, dove la quota sale oltre il 30%. Ma a fare la differenza è l'intensità con cui le donne vogliono la divisa. Rispetto ai colleghi uomini, infatti, l'indice di progressione delle poliziotte è nettamente superiore: una crescita di 8.000 unità dal 2005 a oggi, contro un +5.118 registrato dagli uomini. La maggior parte è originaria del Mezzogiorno (5.017) e delle isole (1.828), ma in molte si trasferiscono al Centro e al Nord, dove la presenza femminile si aggira, rispettivamente, attorno al 37 e al 34%. Alla Liguria spettano il primato regionale del più alto tasso rosa (19,5%, con 3.304 uomini e 802 donne in servizo) e il record della provincia di La Spezia, dove le donne sono il 28% del personale.


Scalando la carriera. Secondo Poliziamoderna, le garanzie lavorative offerte dal corpo "sono preziose non solo per le pari opportunità di accesso iniziale, ma anche per le condizioni ugualitarie di trattamento economico e di avanzamento nella carriera". Una rarità, se si considera che il nostro Paese è ai primi posti nell'Unione Europea per quanto riguarda la discriminazione di genere. I dati, infatti, mostrano che una ogni 100 donne che entrano in Polizia riesce ad arrivare alle cariche più alte, cioè ai ruoli dirigenziali, e 6 su 100 al ruolo direttivo di commissario, mentre un uomo ogni 150 diventa dirigente e solo l'1,8% prende i gradi da commissario. La ragione va ricercata nel fatto che molto spesso le poliziotte hanno una preparazione di base migliore rispetto a quella dei colleghi: più del 22% , infatti, è in possesso di lauree e specializzazioni successive.

Dall'acqua al cielo. Dalle squadre mobili ai reparti di volo, nel tempo la presenza delle donne si è estesa a tutti i reparti della Polizia. Più di un terzo risulta in servizio presso le quattro specialità (stradale, ferroviaria, frontiera e postale) e i reparti speciali (le volanti, il settore aereo, la Digos, i cinofili, ecc). A La Spezia la sommozzatrice Luisa Cavallo guida i 140 uomini del Centro nautico, mentre a Teramo e Grosseto ci sono due questori in rosa, rispettivamente Amalia Di Ruocco e Maria Rosaria Maiorino. In molte città sono sempre di più le signore che girano in motocicletta calzando gli stivaloni della stradale, o che pattugliano le strade nel cuore della notte a bordo delle volanti. Il tutto, molto spesso, dovendo conciliare le esigenze del lavoro con quelle della famiglia: la maggioranza, infatti, è sposata (52,6%) e quasi due terzi (il 63%) è mamma di almeno un bambino. Ci sono poi i casi delle "super-mamme": due esempi su tutti l'agente scelto che presta servizio alla questura di Forlì/Cesena e il collaboratore tecnico capo alla questura di Reggio Emilia, entrambe con 7 figli.

La storia di Valeria, vicedirigente di volo a Palermo. "Amo tantissimo il mio lavoro: è interessante, diverso, particolare, unico", racconta Valeria Cangelosi, vicecapo al reparto di volo di Boccadifalco, a Palermo. "La mia è una storia bella, luminosa, fatta di anni di impegno e soddisfazioni. Quando ho vinto il concorso da vicecommissario avevo 24 anni. Poi, quasi per gioco, ho deciso di fare domanda per la scuola di aeronautica di Frosinone: sono stata presa ed è stata un'esperienza entusiasmante". Da allora Valeria non ha mai smesso di volare: è diventata la seconda donna pilota di elicotteri in Italia ("Il primato - ci tiene a sottolinearlo - spetta alla collega Rosalba Pastella"), da Bolzano è stata trasferita a Bologna, per poi tornare a Palermo negli anni più difficili, "quando le stragi erano all'ordine del giorno". "Qui al reparto di volo di Palermo siamo in due pilote: io e la mia collega Valentina Leone. In tutta Italia siamo in sette. E' un ambiente ancora dominato dai maschi", aggiunge. "A volte i colleghi ci chiamano 'e fimmine, in siciliano. Quando da parte loro emerge un certo 'fastidio', dico sempre che è un problema loro, non nostro. Mi faccio una bella risata e sfodero la mia arma migliore: l'ironia".





Tags:  polizia donne

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