POLIZIA PENITENZIARIA: SI USINO CAMERE DI SICUREZZA INVECE DEL CARCERE PER GLI ARRESTI IN FLAGRANZA |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 04 gennaio 2012 |
(NSD) - I Sindacati di Polizia Penitenziaria di Cgil, Cisl, Uil, Sappe e Osapp hanno accolto con favore il decreto legge del 22 dicembre scorso emesso dal Ministero di Giustizia che prevede che le persone arrestate in flagranza di reato, vengano portate nelle camere di sicurezza e non in carcere. "In questo modo si evita che gli istituti penitenziari si riempiano di persone destinate a restarvi per 2 o 3 giorni. Ai Baschi Blu compete la gestione dei detenuti solo dopo l'udienza di convalida - spiegano i sindacati in polemica con quelle forze di polizia che si erano dette contrarie a questo provvedimento"...
"Il ricorso alle camere di sicurezza in luogo del carcere per gli arresti in flagranza era già legge (art. 558 del codice penale) e il ministero ha solo inteso ribadire il concetto - sottolineano i sindacati.
Agli agenti penitenziari compete la gestione dei detenuti solo dopo l'udienza di convalida, prima di allora la competenza è delle altre forze di polizia. Spiace vedere che a Torino le camere di sicurezza create appositamente presso il Commissariato San Paolo e costate 300.000 euro, sono del tutto inutilizzate".
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