POLIZIA PENITENZIARIA: I SINDACATI CONFERMANO LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 17 GIUGNO |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 12 giugno 2009 |
(NSD) - Non si ferma la protesta dei Sindacati di Polizia Penitenziaria che hanno confermato la manifestazione nazionale del 17 giugno, in concomitanza con la Festa Nazionale del Corpo. "La decisione nasce dalla drammatica condizione del sistema penitenziario del Paese, rispetto alla quale non sembrano manifestarsi da parte del Governo intenti risolutivi di sorta - si legge in una nota di UilPa, Sappe, Osapp, Cgil/Fp e Uspp/Ugl".
"A spingerci a questa decisione è la drammatica condizione del sistema penitenziario del Paese, rispetto alla quale non sembrano manifestarsi da parte del Governo intenti risolutivi di sorta e in particolare il disastro organizzativo e gestionale che affligge i circa 40 mila poliziotti penitenziari non più in grado di affrontare i 1200 ingressi mensili che continuano ad aggravare ulteriormente la già precaria condizione degli istituti penitenziari, nonché la prospettiva di un piano carceri che affronta il problema prospettando, con interventi a media e lunga scadenza, quale unica soluzione l'edificazione di nuovi istituti e padiglioni senza prevedere l'adozione dei necessari interventi strutturali in grado di far invertire la tendenza sull'attuale sovraffollamento degli istituti e, soprattutto, senza alcun incremento di personale - si legge in una nota dei Sindacati.
La pur gradita e purtroppo tardiva convocazione fatta pervenire dal ministro della Giustizia per il prossimo 23 giugno, nonostante la comune volontà di mantenere aperto il confronto, rappresenta comunque l'ennesimo segnale negativo e la palese riprova dell'assenza di idee e di progetti alternativi all'imminente implosione del sistema penitenziario, atteso che quella che doveva essere una discussione franca e aperta a 360 gradi in sede amministrativa e politica sulle annose e gravi patologie che affliggono l'Amministrazione e sugli inarrestabili sprechi al Dipartimento e nelle sedi periferiche si è voluta ridurre ad una mera ricerca di sacrifici ad esclusivo carico delle già ridotte unità di Polizia Penitenziaria.
Anche il piano carceri Ionta che doveva costituire occasione di confronto e di profonda analisi tra le Parti, come a suo tempo promesso dal Ministro Alfano, è purtroppo divenuto atto unilaterale ed insindacabile appreso, e assolutamente non condiviso, dal personale sull'intero territorio nazionale solo mediante la diffusione agli Organi di Stampa - concludono i Sindacati".
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