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POLIZIA PENITENZIARIA: "COSTRETTI A FARE LA COLLETTA PER PAGARE I VIAGGI DEI DETENUTI"

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di: Redazione Nsd   
lunedì 13 luglio 2009
(La Stampa.it) - Quando l’agente scelto Pici Pasquale è stato premiato, lo scorso 19 giugno, sudava. Non era emozione. Nella canicola dell’aula magna del tribunale di Torino, Pici aveva indosso la divisa invernale. "Non sono riuscito a mettere insieme una divisa estiva" ha spiegato imbarazzato. Non è il solo. Le scarpe da picchetto prese da Giovanni, la camicia chiesta a Santino, le mostrine prestate da Carmelo: nei giorni che precedono la Festa della Polizia Penitenziaria è tutto un rabberciare, aggiustare, barattare tra colleghi.


Il ministero non paga, e allora ci si arrangia per arrivare decorosi all’appuntamento. Ma non sempre ci si riesce. Perlomeno, a guardare Pasquale, erano in pochi. I colleghi iscritti al suo sindacato, il Sappe, non c’erano. "Non abbiamo partecipato perché la polizia penitenziaria non ha proprio niente da festeggiare" dice Nicola Sette, responsabile piemontese del sindacato.

Tasche vuote
La polizia penitenziaria vive uno dei momenti più critici della sua storia che ormai dura da 192 anni. Non c’è più un soldo e a livello centrale regna la confusione. L’ultima beffa: il ministero l’anno scorso ha speso 15 milioni di euro per le nuove mimetiche. Peccato abbia sbagliato le taglie dei cinturoni. Risultato: quelle divise sono importabili. "Tre mesi fa in un servizio di scorta per un detenuto da Torino a Reggio Calabria - racconta Sette - il mezzo è rimasto a secco. All’altezza di Santa Maria Capua Vetere, gli agenti hanno cercato di far carburante ma l’addetto della Q8 si è rifiutato: lo Stato da tempo non li paga, quindi niente benzina. I sei della scorta han dovuto fare una colletta e metterci i soldi di tasca loro per riuscire a tornare a casa".

Stipendi non straordinari
Un agente di polizia penitenziaria prende in media 1450 euro. Sono gli straordinari a fare la parte cospicua della busta paga. E vista la carenza cronica (la media è del 30% in meno rispetto alla pianta organica), lo straordinario è diventata una regola. I vertici lo ordinano, ma a fine mese non viene pagato. Si lavora gratis. Dieci giorni fa tre agenti hanno ricevuto lo straordinario e hanno festeggiato. Era quello di gennaio.

Scorte a go go
Dei circa 39 mila uomini della polizia penitenziaria in Italia, solo la metà è a diretto contatto con i detenuti, il cui numero ha ormai superato la soglia di sopportabilità indicata a quota 64.000. Gli altri svolgono compiti amministrativi, oppure servizi di supporto. "La vera piaga è il clientelismo - denuncia ancora il Sappe piemontese - l’ex ministro della Giustizia Mastella ha ancora la scorta. Trentadue nostri uomini proteggono la sua abitazione a Ceppaloni, sono quasi tutti di Benevento. Altri 40 sono stati di recente distolti dai loro compiti per fare da scorta all’attuale ministro della Giustizia Alfano". Poi ci sono i servizi "anomali", come i due poliziotti che fanno i portaborracce dell’Astrea, la squadra del Corpo che milita in serie D. Oppure quelli in servizio nei bar degli istituti di pena.

Distacchi clientelari
Altra piaga è quella dei distacchi, un istituto del contratto di lavoro che prevede il trasferimento dell’agente in altra provincia per comprovati motivi di salute dei familiari. Dovrebbe avere carattere temporaneo, ma così non è. "Il fenomeno è tanto ampio che bisognerebbe che un magistrato ci mettesse il naso" denuncia senza peli sulla lingua Leo Beneduci, segretario nazionale dell’Osapp, altro sindacato autonomo. "Si tratta soprattutto di colleghi provenienti dal Sud, che poi chiedono di tornare al loro paese o vicino" spiega Beneduci. Il che aumenta i problemi di organico al Nord. Al carcere di Torino, per esempio, lavorano 13 unità distaccate da fuori. Quelli che invece vanno in altri istituti sono 121, nove volte di più.

Stress e ansia
I turni massacranti e il senso di abbandono da parte dei vertici cominciano a creare anche problemi di salute negli agenti. Il 2 marzo scorso Danilo Ciccarino, originario di Varese ma in servizio a Torino, è stato trovato carbonizzato nella sua auto in una strada provinciale di Latina. Si era suicidato. Dal 2008 a oggi venti poliziotti della Penitenziaria sono stati congedati, solo in Piemonte, per problemi psichici legati a stress e ansia. "È normale - dichiara il Sappe - Turni massacranti, senso di abbandono, mancanza dei più elementari strumenti di lavoro, aggressioni da parte dei detenuti: i veri carcerati ormai, sembriamo diventati noi". E senza nemmeno la divisa a posto.




Tags:  polizia penitenziaria sappe osapp carceri

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