POLIZIA E MILITARI PROTESTANO A MONTECITORIO: E' MORTA LA SICUREZZA PER MANO DEL GOVERNO BERLUSCONI |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 21 luglio 2010 |
(NSD) - Il Comparto Sicurezza e Difesa scende in piazza contro la Manovra Finanziaria. Poliziotti e militari italiani hanno organizzato un sit-in di protesta con volantinaggio in piazza Montecitorio per denunciare ai cittadini e all’opinione pubblica la politica dei tagli tout court messa in atto dal Governo. "Oggi il Paese è a lutto perché è morta la sicurezza per mano del Governo Berlusconi che con una pugnalata ha trafitto la funzionalità di tutte le forze di polizia. Ne danno il triste annuncio tutti gli operatori della sicurezza e della Difesa - si legge sui volantini che verranno distribuiti dai sindacati....
"Tutti insieme per contrastare la politica iniqua posta in essere dalla maggioranza, che crea condizioni di incertezza in tutti gli operatori di polizia, che tutelano ogni giorno la libertà di ogni cittadino di questo Paese a godere di quella sicurezza necessaria per il vivere civile e lo sviluppo economico che ogni Governo dovrebbe garantire ma che i tagli operati con la manovra economica in discussione alla Camera dei Deputati mette seriamente a rischio - si legge in una nota delle forze dell'ordine.
Lo affermiamo noi maggiori Sindacati e operatori di tutte le Polizie Nazionali, Cocer Guardia di Finanza, Cocer Aeronautica militare e Vigili del Fuoco; sottolineiamo come all’iniziativa hanno aderito idealmente anche i colleghi delle forze armate ed è finalizzata, tra l’altro, anche ad abbattere gli sprechi enormi ci sono, anziché tagliare il diritto fondamentale alla sicurezza dei cittadini, delle imprese, del commercio e del turismo nel nostro Paese.
Anziché tagliare le decine di miglia di auto blu e grigie come hanno fatto altri Stati dell’Unione Europea, considerato che il costo annuo è pari a 21 miliardi di euro circa, cioè l’intero costo dell’iniqua manovra finanziaria, che ha un costo pro capite aggiuntivo alla tassazione ordinaria per ogni cittadino italiano pari a circa 400 euro l’anno, la manovra diversamente taglia i fondi per garantire la sicurezza e la legalità.
Gli appartenenti al Comparto Sicurezza e Difesa, pur avendo un elevato senso del dovere, dello Stato e grande responsabilità, non chiedono di essere immuni dal sacrificio che tocca tutti i lavoratori più deboli, coscienti che le condizioni economiche generali del Paese lo richiedono, ma che sia per tutti e non solo per alcuni. La manovra, secondo il testo oggi in discussione alla Camera, prevede un carico insopportabile per noi sull’effettività della funzione di polizia e del diritto dei cittadini a vivere sicuri nelle proprie città.
Il nostro Comparto contribuisce per un 11% circa dell’intero ammontare della manovra, di fatto, oltre al taglio delle risorse necessarie a retribuire il personale che quotidianamente combatte la criminalità, il terrorismo e i flussi d’immigrazione clandestina in questo Paese, si determineranno le condizioni, già in atto peraltro, per la riduzione del numero delle Volanti che controllano e vigilano nelle nostre città, la chiusura di Commissariati, delle Stazioni, i controlli autostradali per i nostri giovani, i controlli dei porti e aeroporti per contrastare il terrorismo internazionale ed i traffici di droga, l’impossibilità materiale per espellere gli stranieri clandestini che delinquono, sarà più difficile garantire la vigilanza e le traduzioni di pericolosi detenuti, la vigilanza ambientale, il contrasto agli incendi boschivi ed il soccorso pubblico alle popolazioni nelle calamità naturali, queste alcune delle inevitabili ricadute della politica finanziaria ed economica del Governo Berlusconi.
Per tutto questo, e per il silenzio del Governo agli innumerevoli appelli lanciati dai professionisti della Sicurezza e della Difesa, interna ed esterna del Paese, oggi i rappresentanti di tutti questi professionisti scendono in piazza a Roma, con i propri rappresentanti nazionali, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica per il grave rischio che il Paese sta correndo e sensibilizzare quel che resta del libero Parlamento affinché i suoi componenti, quali rappresentanti del popolo italiano, valutino la manovra nel merito per l’interesse del Paese e delle Istituzioni Repubblicane e Democratiche, abbattendo sì gli sprechi, ma tutelando i diritti fondamentali che solo la sicurezza pubblica dello Stato è in grado di salvaguardare".
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