POLIZIA APPIEDATA: TAGLI AI CARBURANTI E RISCHIO SICUREZZA |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 07 ottobre 2011 |
(Leggo.it) - Alcuni poliziotti anticipano i soldi, sperando prima o poi siano loro restituiti. Altri, stanchi di quei prestiti divenuti elemosina, si limitano a fare percorsi ristretti, per ridurre chilometraggio e, di conseguenza, consumo. Altri ancora non possono fare altro che lasciare le volanti ferme nei parcheggi, senza benzina. È un quadro allarmante, ma in realtà solo un’anteprima di quello che accadrà nei prossimi tre mesi, quello descritto dai sindacati di Polizia: gli ultimi tagli alla sicurezza hanno «tagliato» anche il carburante. La conseguenza è pericolosamente banale: la benzina non c’è e le auto non circolano. Stop alle pattuglie, quindi, ed è solo l’inizio. A lanciare l’allarme è il Sap....
«Fino ad oggi ci siamo arrangiati – dice il segretario generale Nicola Tanzi – adesso non basta più. Siamo andati oltre. Già adesso, per gli scarsi fondi, le volanti sono di fatto contingentate. Entro fine anno, molte rimarranno ferme e non saremo più in grado di garantire controllo e monitoraggio del territorio. Non è rischioso per gli agenti, ma per i cittadini».
Le stime sono chiare. A partire dal 2012, a Roma saranno centocinquanta le auto della polizia a rischio, a Napoli cento, a Bari settanta, a Milano cinquanta, altrettante a Torino. Cifre che vanno ovviamente ad aggiungersi a quelle – peraltro, alte - delle auto già ferme per riparazioni che non vengono effettuate: 500 a Roma, 300 a Napoli, 170 a Bari, 150 a Milano e anche a Torino. Non solo. In città, di norma una volante in media percorre tra 70 e 100 km per un turno, dal 2012 i chilometri potranno, tutt’al più essere compresi tra 50 e 70, lasciando intere zone senza controllo. «È una situazione gravissima, in particolare in alcune realtà, come Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Non riusciremo a mantenere il controllo».
Ma gli agenti non stanno a guardare e annunciano dure proteste. «Torneremo in piazza in una grande manifestazione nazionale – conclude Tanzi – e prima faremo due campagne di sensibilizzazione. Esporremo le nostre motivazioni al Presidente della Repubblica, ma soprattutto vogliamo che i cittadini sappiano ciò che sta succedendo. I pericoli sono per loro. Così non si può garantire la sicurezza: è impossibile andare avanti».
di Valeria Arnaldi
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