LE CARCERI ITALIANE SONO UNA BOMBA A OROLOGERIA. PREOCCUPAZIONE PER LA POLIZIA PENITENZIARIA |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 09 aprile 2010 |
(NSD) - "L'allarme carceri sta per diventare allarme rosso. Le prigioni italiane sono una bomba a orologeria che sta per esplodere". E' quanto scrive l'Espresso sottolineando come con 67mila detenuti si sia ormai superata anche la tollerabilità massima e come il Consiglio d'Europa abbia già richiamato all'ordine il nostro Paese. Il Sappe, da parte sua, ha denunciato un clima di intolleranza e di tensione verso la Polizia Penitenziaria e ha chiesto una convocazione urgente del Comitato nazionale dell'Ordine e della Sicurezza pubblica sull'emergenza carceri.
L'ESPRESSO: "Con i detenuti a quota 67.000 si è superata ormai anche la tollerabilità massima mentre i provvedimenti del Governo continuano ad affollare gli istituti di immigrati e di accusati, che restano in cella soltanto pochi giorni. Le prigioni italiane sono una bomba a orologeria che sta per esplodere. Gli spazi sono finiti; la polizia penitenziaria è poca; i soldi meno ancora. E così il rischio collasso denunciato dallo stesso ministero della Giustizia sta per trasformarsi in emergenza nazionale. Il Consiglio d'Europa ha già richiamato all'ordine il nostro Paese; ma la fotografia anziché migliorare si fa sempre più agghiacciante".
SAPPE: "Il rinvenimento a Sulmona di una pallottola calibro 9 davanti al portone d'ingresso del carcere ricorda un episodio analogo dello scorso febbraio: dopo il suicidio di un detenuto, le manifestazioni di intolleranza verso l'istituzione penitenziaria sono sempre più frequenti, come dimostra il lancio qualche giorno fa di bombe carta nell'intercinta del carcere milanese di San Vittore. Temiamo possibili attentati ad appartenenti all'istituzione penitenziaria ed in particolare al Corpo di Polizia. Chiediamo quindi una maggiore attenzione anche da parte delle altre Forze di Polizia sugli obiettivi sensibili come le carceri e una convocazione urgente del Comitato nazionale dell'Ordine e della Sicurezza pubblica sull'emergenza carceri. Una prima soluzione urgente potrebbe essere quella di impiegare i militari per i servizi di vigilanza esterna degli istituti penitenziari, stante la carenza di oltre 6mila Agenti di Polizia Penitenziaria dagli organici del Corpo".
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