FROSINONE: SUICIDA UN AGENTE DI POLIZIA PENITENZIARIA. E' IL 16° CASO IN DUE ANNI |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 14 maggio 2010 |
(NSD) - "Oggi è un altro giorno di dolore e di lutto che investe la polizia penitenziaria. In sole due settimane due suicidi (Frosinone e Brescia) e un omicidio-suicido (Avola). Troppo. Davvero troppo per non chiedere con forza che si attivi, finalmente, quel tavolo di confronto sul disagio del personale che, si qui, l’Amministrazione Penitenziaria ci ha sempre negato". Queste le parole di Eugenio Sarno Segretario Generale della UilPa Penitenziari dopo il suicidio dell’agente penitenziario in servizio a Milano San Vittore presso il Nucleo Traduzioni, avvenuto a Prato di Campoli frazione del Comune di Veroli (FR).
"Non intendiamo strumentalizzare queste tragedie, ma è pur vero che l’incidenza di suicidi nel Corpo è davvero anomala e pertanto ne vanno investigate le cause. Ricordiamo che in due anni sono 16 gli appartenenti al Corpo che si sono suicidati - ha sottolineato Sarno.
Ho sentito in prima mattinata i colleghi di San Vittore che lavoravano a stretto contatto con il collega suicida. Sono increduli, addolorati e scioccati. Tiziano Ramponi mi è stato descritto come una persona perennemente sorridente, allegro, gioviale. Era in congedo ordinario dal 3 maggio e avrebbe dovuto riprendere servizio martedì 18. Si stentano a capire le ragioni di questo gesto. Chi lo conosceva molto bene esclude problemi economici e/o affettivi.
Se è vero, come è vero, che è scientificamente provato che la sindrome da burnout ha grande incidenza nel Corpo (tanto che sono centinaia le unità che riportano patologie da stress e depressione) è consequenziale affermare che il lavoro e le condizioni di lavoro sono patogene. Abbiamo cercato, invano, di sensibilizzare il Ministro Alfano e il capo del DAP sulle afflittive e infamanti condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari di prima linea. Il loro silenzio sul tema offende e indigna.
Vogliamo sperare che le liti, le baruffe e i riti della politica dopo aver vanificato la prospettiva di deflazionare le carceri dall’incredibile sovrappopolamento non vanifichino anche le prospettive di nuovi assunzioni in polizia penitenziaria. Si abbia coscienza che dal 1 gennaio sono 75 i poliziotti penitenziari finiti in ospedale per le ferite riportate a causa di aggressioni da parte dei detenuti. Inoltre i diritti soggettivi sono quotidianamente calpestati. Le Speriamo che di questo qualcuno prima o poi cominci ad interessarsi e a preoccuparsi. Noi siamo stanchi di porgere solidarietà e formulare condoglianze. Non sarà un caso se in tutte le regioni italiane i focolai di protesta da parte degli agenti aumentano di giorno in giorno. L’insensibilità e l’indifferenza ai nostri disperati appelli favoriscono la depressione, alimentano la demotivazione ed aumentano l’ angoscia.
In ragione del doveroso rispetto che nutriamo nei confronti dei nostri colleghi caduti e di quanti ogni giorno affrontano l’indicibile condizione penitenziaria non boicotteremo l’Annuale Festa del Corpo e saremo presenti alle celebrazioni. Auspichiamo, però, che dato il drammatico momento che attraversa il sistema penitenziario il Presidente Napolitano e il Ministro Alfano sappiano non solo trovare le giuste parole per rimotivare e ridare speranza ma soprattutto portare notizie di atti concreti propedeutici a superare le gravi difficoltà. Siamo stanchi di annunci dal vago sapore pubblicitario - ha concluso Eugenio Sarno".
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