nsd.it news sicurezza e difesa
Periodico di informazione on line
Home arrow FORZE DI POLIZIA arrow DE ROSSI, VENDETTA DI MARONI. VIA I CAPI DELLA SCORTA AZZURRA

DE ROSSI, VENDETTA DI MARONI. VIA I CAPI DELLA SCORTA AZZURRA

PDF Stampa E-mail
di: Redazione Nsd   
venerdì 28 maggio 2010
(L'Unità), di Marco Bucciantini - Prima di leggere questo pezzo, che raccoglie una notizia certa (l'abbandono dei tre coordinatori delle forze dell'ordine che vigilano sulla Nazionale in ritiro al Sestriere) e la sostiene di considerazioni ragionevoli ma che mancano delle parole ufficiali, come spesso accade quando ci sono di mezzo le divise, dovete rintracciare il filmato del poliziotto che sferra un pugno in volto a Stefano Gugliotta, colpevole di aver sbagliato il colore della maglia da indossare. Accadde il 5 maggio scorso, al termine di Roma-Inter, finale di Coppa Italia.....






Altri «sette, otto – raccontò poi il ragazzo – continuarono a picchiarmi, pugni, calci, alla testa, al corpo». Gugliotta si fece una settimana di carcere gratuito, e uscì solo per lo scandalo conseguente alla pubblicazione di un video amatoriale che riprendeva il violento sopruso: senza le immagini, il caso sarebbe rimasto occultato.

CAPITAN CURVA

Mercoledì, Daniele De Rossi questo ha detto, dopo aver grossolanamente adulato la cultura della curva, quella romana, delle puncicate, di cui è figlio e portavoce: «Il mondo ultras è la parte buona del calcio, ma se un tifoso va in giro con un coltello e colpisce un'altra persona non è uno normale, non sta bene: ma non sta bene neanche un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c'entra nulla». Prima, aveva confutato la tessera del tifoso, «servirebbe in alcuni casi anche quella del poliziotto». Non è stata questa battuta a fare reagire il capo della polizia, Antonio Manganelli: «Sono letteralmente indignato e non per il legittimo dissenso all'iniziativa della tessera. Mi indigna la volgare strumentalizzazione di un'occasionale episodio, al vaglio della magistratura, che mette sullo stesso piano delinquenti violenti e poliziotti che difendono la vita di tutti. Perfino quella di persone che fanno dichiarazioni del genere». Linguaggio raggelante: l'episodio di Gugliotta non è da vagliare, tanto è limpido. E ricordarlo non significa compiere volgari strumentalizzazioni. Lo è semmai rinfacciare la protezione a chi esprime una critica su un episodio inquietante. Il ministro Maroni si era espresso con toni assai più vaghi, epperò aveva preteso una posizione ufficiale della Federcalcio, subito pervenuta. Figc che ha piegato la testa e ha costretto De Rossi a pentirsi di aver detto cose condivisibili, peraltro espresse con frasario sobrio e appropriato, ma questo non ha dissetato il Viminale. Che ha richiamato a Roma i funzionari di polizia incaricati di seguire quassù gli azzurri, coordinando l'apparato di sicurezza che attornia la squadra, e di assicurarne anche la tranquillità in Sudafrica. Roberto Massucci e i due collaboratori già mercoledì sera, obbedienti come soldati, sono ripartiti senza nessuna spiegazione ufficiale, rimpiazzati da dirigenti locali. I tre non seguiranno l'amichevole dell'Italia a Bruxelles, il 3 giugno contro il Messico. Ma al Sestriere aleggiava la loro clamorosa assenza anche in Sudafrica, dopo 4 anni di lavoro oscuro per garantire la sicurezza della spedizione italiana. Gli altri poliziotti rimasti qui hanno sfoderato la tessera di servizio, «guarda, questa abbiamo».

Erano furibondi. Abete è adesso mortificato. Aveva consegnato il silenzio ai giocatori, e Buffon ieri in conferenza stampa si era morso la lingua: «Non parlo, inasprirei il caso e non farebbe bene al gruppo». L'abiura federale a De Rossi e la sordina del portiere non hanno evitato l'ammutinamento del Viminale. Che non arriva casuale, ma puntuale: proprio nel giorno della decisione Uefa su chi dovrà ospitare i campionati Europei del 2016. Vanificando la tessitura di Abete, costretto a «cercare» il governo per presentare una candidatura più compatta all'appuntamento di Nyon. Le alte candidate, Francia e Turchia, hanno i loro governi alle spalle, indaffarati a spendere i rapporti diplomatici alla caccia dei voti. La Figc invece si è sentita abbandonata e tradita dalla mancata approvazione della legge sugli stadi, promessa e disattesa dal governo, che avrebbe rafforzato il nostro dossier presentato all'esecutivo Uefa. Abete ha dovuto pietire l'interesse di Gianni Letta, minacciando di ritirare la candidatura. Ma la battaglia è ormai perduta, la Francia si gioca una carta imbattibile, il presidente dell'Uefa Michel Platini, e non dispiace affatto al nostro governo, che vede sconveniente accollarsi gli Europei: costano 750 milioni di euro, impegno di soldi pubblici da annunciare in un momento di tagli impopolari. Questo è lo sfondo del ricatto di ieri. E come direbbe De Rossi, «non sta bene».




Tags:  daniele de rossi tessera del tifoso viminale roberto maroni sestriere nazionale

Condividi:
Digg! Reddit! Del.icio.us! Google! Live! Facebook! Technorati! Yahoo!
 

       
Ricerca in archivio
Newsletter sicurezza
Resta informato sui temi che ti stanno più a cuore.
Eipass
 
Articoli correlati

P.iva 08434201003 copyright Main Force srl
Editore: Main Force srl Direttore responsabile:Mirella Rosalia Scardina
Iscrizione R.O.C. n.17420 Rivista "Il Giornale dei Carabinieri": Autorizzazione del Tribunale di Roma  n.59/97 del 31/10/97