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CARCERI: TRE AGENTI FERITI A BUSTO ARSIZIO. APPELLO DELLA UIL PENITENZIARI ALLE FORZE POLITICHE

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di: Redazione Nsd   
mercoledì 01 aprile 2009
(NSD) - "Oramai nemmeno il pallottoliere basta più a tenere il conto degli agenti penitenziari feriti". Questo l'accusa lanciata dal Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno, dopo che ieri a Busto Arsizio un detenuto di origine magrebina ha aggredito tre agenti di polizia penitenziaria costringendoli a ricorrere alle cure ospedaliere. Solo tre giorni fa un detenuto sottoposto al 41-bis aveva mandato all’ospedale un agente in servizio a Rebibbia.



"L’episodio è stato originato da una inopportuna, quanto violenta, protesta del detenuto che pretendeva di cambiare cella immediatamente - ha spiegato Eugenio Sarno. Non soddisfatto delle assicurazioni del personale in servizio ha cominciato a sfasciare la cella mandando in frantumi il televisore e rompendo le suppellettili di legno. L’intervento dell’agente di servizio in sezione, raggiunto poco dopo da altri colleghi, ha generato una  colluttazione anche perché nel frattempo gli altri detenuti hanno cominciato una rumorosa protesta con suppellettili divelte e battitura di pentolame sulle grate. Alla fine riportata la calma, tre agenti penitenziari hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari presso il locale nosocomio. Escoriazioni e ferite varie riscontrate ai poliziotti, due dei quali con prognosi superiore a sette giorni.

Da tempo abbiamo posto la questione delle violenze in danno di personale penitenziario. Purtroppo continua il silenzio della stampa e delle Istituzioni su questa assurda situazione. E’ antipatico dirlo ma non osiamo immaginare e pensare cosa fosse accaduto a parti inverse, Sassari docet. Intanto, il numero di feriti aumenta quotidianamente e tenere il conto diventa sempre più difficile. E’ assurdo che un Corpo di Polizia debba pagare tale salatissimo dazio per assicurare ordine e disciplina all’interno degli istituti nel silenzio e nell’indifferenza. Oramai la pazienza comincia ad esaurirsi ed in mancanza di provvedimenti certi e concreti la risposta del personale non tarderà ad arrivare con proteste e manifestazioni. Non a caso già in 13 regioni è stato proclamato da tutte le OO.SS. lo stato di agitazione.


Sebbene il Governo non manchi mai di proclamare attenzione verso le Forze dell’Ordine, dobbiamo registrare sul fronte penitenziario una sostanziale inerzia e un preoccupante silenzio. Da qualche giorno abbiamo superato quota 61mila presenze e l’unico progetto messo in campo è un ipotetico  piano-carceri che nulla risolve nell’immediato. Per questo ribadiamo l’appello al tutte le forze politiche, al Presidente del Consiglio, ai Presidenti Fini e Schifani a voler calendarizzare un sessione parlamentare sull’emergenza penitenziaria che ogni giorno di più assume i contorni di catastrofe annunciata. Non è più ora di volgere lo sguardo altrove, è l’ora di mettere il naso in quelle discariche umane e contenitori del disagio che sono le nostre prigioni - ha concluso Sarno".



Tags:  uil pa penitenziari carceri busto arsizio aggressione polizia penitenziaria eugenio sarno

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