CARCERI: SITUAZIONE SEMPRE PIU' INCANDESCENTE. IL SAPPE CHIEDE UNA NUOVA "POLITICA DELLA PENA" |
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di: Redazione Nsd
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martedì 20 luglio 2010 |
(NSD) - "La situazione penitenziaria è sempre più incandescente tra evasioni, suicidi e aggressioni agli agenti. Le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente". Questo l'ennesimo appello lanciato dal Sappe che ha ribadito la necessità di accelerare le procedure per l'assunzione di almeno 2mila nuovi agenti e ha sottolineato l'importanza di una "nuova politica della pena" che faccia ricorso a misure alternative alla detenzione e all'adozione di procedure di controllo mediante strumenti elettronici...
"La situazione penitenziaria è sempre più incandescente. Lo confermano drammaticamente i gravi episodi accaduti nelle ultime ore in alcune carceri italiane: detenuti che evadono (Lecco), che si suicidano (Caltanissetta e Sassari) o che ci provano ma il più delle volte vengono salvati dai nostri Agenti (Piacenza, Enna e Cagliari). Una situazione confermata dalle manifestazioni e le proteste di detenuti sempre più violente ma soprattutto le gravi e inaccettabili aggressioni ai nostri Baschi Azzurri, unici rappresentanti dello Stato impegnati 24 ore al giorno nella prima linea delle sezioni detentive delle carceri - sottolinea Donato Capece del Sappe.
Ma le istituzioni e il mondo della politica non possono più restare inermi e devono agire concretamente. La frequenza di questi gravi episodi un pò in tutta Italia e l'assenza di concreti provvedimenti per il sistema carcere da parte delle Istituzioni e della politica ci fanno fare una sola domanda. Dove succederà la prossima rivolta?.
Oggi la Polizia Penitenziaria ha carenze organiche quantificate in 6mila unità: accelerare sulle previste assunzioni di 2mila nuovi Agenti è estremamente importante. Ma abbiamo bisogno di una nuova politica della pena. Bisogna ripensare il carcere e l'Istituzione penitenziaria, favorendo un maggiore ricorso alla misure alternative alla detenzione e l'adozione di procedure di controllo mediante strumenti elettronici o altri dispositivi tecnici (come il braccialetto elettronico) che hanno finora fornito in molti Paesi europei una prova indubbiamente positiva. Rendiamo concreta la possibilità che i detenuti stranieri scontino la pena nelle carceri del proprio Paese d'origine. E ancora: circa 20mila degli attuali detenuti sono condannati a pene inferiori a 3 anni. Questi detenuti con pena inferiore ai tre anni potrebbero essere affidati ai servizi sociali e impiegati in lavori socialmente utili - conclude il Segretario Generale del Sappe".
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