CARCERI: SITUAZIONE INDEGNA. DOPO ENNESIMO SUICIDIO GOVERNO VARI DECRETO SU DOMICILIARI |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 28 aprile 2010 |
(NSD) - "Il mondo delle istituzioni e della politica non possono rimanere insensibili all'ennesimo suicidio di un detenuto in carcere, il 22° dall'inizio dell'anno". Questo l'appello lanciato dal Sappe dopo che giovane italiano si è tolto la vita nel carcere di Teramo dove era detenuto con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti. "La situazione delle nostre prigioni è indegna - sottolinea la UilPa Penitenziari". E intanto torna in primo piano la proposta di concedere i domiciliari a coloro.....
SAPPE: "Il mondo delle istituzioni e della politica non possono rimanere insensibili all'ennesimo suicidio di un detenuto in carcere, il 22° dall'inizio dell'anno. La triste, drammatica e periodica regolarità con cui avvengono questi suicidi in carcere impongono una ferma presa di coscienza: c'è bisogno di quella larga convergenza parlamentare che fece approvare quell'indulto del 2006, esperienza fallimentare che fece uscire di galera più di 35.000 persone senza però prevedere un contestuale ripensamento della politica della pena. Auspichiamo che si dia seguito con celerità alle parole dette il 16 aprile scorso dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per affrontare e risolvere il sovraffollamento delle carceri e i tragici casi di suicidio nei penitenziari, varando un decreto legge che preveda che coloro ai quali manca solo un anno di detenzione vengano consegnati alla detenzione domiciliare. Potrebbe essere un primo importante passo".
UILPA PENITENZIARI: "L'ennesimo suicidio dietro le sbarre, il 23.mo di questo 2010, si è verificato nel carcere di Castrogno a Teramo. Da segnalare, a matita rossa, tutta l'incapacità gestionale e amministrativa dell'attuale classe dirigente del Dap. Nonostante le denunce le visite ispettive, le sollecitazioni dei sindacati sulla necessità di intervenire a riammodernare la struttura, a rimpinguare gli organici, a rivitalizzare le attivita' intramurarie, il Dap, ancora una volta, si e' particolarmente distinto per l'innata staticita' e l'accertata indifferenza. La situazione delle nostre prigioni e' indegna. Di certo, non puo' appartenere a un Paese moderno e civile. Purtroppo l'insipienza, mista a imperizia e incapacita', dei nostri amministratori, non puo' che rendere ancora piu' grave l'agonia di un sistema penitenziario alla deriva, nella piu' completa indifferenza, mentre si consuma una 'strage infinità. Leggiamo che in sede di discussione del ddl proposto dal ministro Alfano e dal governo sulla detenzione domiciliare e sulla 'probation' (l'affidamento in prova) la Commissione audira' una serie di associazioni. Duole prendere atto che, tra i soggetti auditi non compaiono, ad ora, le organizzazioni del personale. Vogliamo sperare che non sia una intollerabile, ingiustificabile e inqualificabile dimenticanza. Non boicotteremo e non mancheremo, se invitati, alla celebrazione dell'anniversario del Corpo di Polizia Penitenziaria che oramai ha assunto i canoni di un inutile rito. C'e' da immaginare che sara' la solita passerella, in cui si ascolteranno le solite parole e si pronunceranno la solite promesse. Avremmo gradito che tale celebrazione si fosse potuta tenere all'interno di un penitenziario, con il reale coinvolgimento di chi dovrebbe essere il festeggiato: il Corpo di Polizia Penitenziaria. In tal modo qualcuno avrebbe potuto accorgersi del degrado, della bruttura e dell'incivilta' delle nostre prigioni. Ci piace immaginare cosa sarebbe stata la celebrazione dell'Annuale nei fetidi cortili di Regina Coeli, piuttosto che tra i detriti e l'immondizia di Lucca. Anche Porto Azzurro, Asti, Monza, Frosinone, Barcellona P.G., Bolzano, sarebbero state sedi ideali per mostrare al Paese la vera immagine dell'universo carcere. Ma non disperiamo. Prima o poi, semmai 'obtorto collo', quelle strutture saranno visitate".
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