CARCERI: SIT-IN DELLA UIL PENITENZIARI DAVANTI A MONTECITORIO IL 12 GENNAIO |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 08 gennaio 2010 |
(NSD) - La UilPa Penitenziari ha organizzato un sit-in di protesta martedì 12 gennaio in piazza Montecitorio in concomitanza con la seduta che la Camera dei Deputati dedicherà alla discussione delle mozioni sullo stato e sulle criticità del sistema carcerario italiano. "Il sistema non è più in condizione di assolvere al proprio mandato istituzionale di rieducazione e risocializzazione; incapace di garantire diritti e dignità alle persone ristrette e agli stessi operatori penitenziari - ha spiegato Eugenio Sarno della UilPa". Anche il Sappe ha chiesto al Governo di mettere mano concretamente alla situazione penitenziaria del Paese, ormai giunta ad un livello emergenziale.
UILPA PENITENZIARI: "La seduta che la Camera dei Deputati dedicherà alla discussione delle mozioni sullo stato e sulle criticità del sistema penitenziario costituirà un momento di concreta verifica della reale volontà di porre riparo all'indegna situazione in cui versa il sistema penitenziario italiano. Un sistema non più in condizione di assolvere al proprio mandato istituzionale di rieducazione e risocializzazione; incapace di garantire diritti e dignità alle persone ristrette e agli stessi operatori penitenziari. La sistematica negazione dei diritti, il quotidiano vilipendio alla dignità umana, lo stato di degrado e di assoluta inciviltà delle strutture sono il sopruso e l'abuso che ogni giorno si abbattono su chi vive e lavora in carcere, come giustamente ha rilevato e sottolineato il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano nel messaggio di fine anno. Tutto questo è intollerabile per ogni Paese civile e moderno, figurarsi per la Patria di Beccaria".
SAPPE: E' certamente importante porre la riforma della giustizia tra le priorità d'intervento del Governo. Abbreviare i tempi della giustizia, ad esempio, è fondamentale se si considera che già oggi, nelle carceri italiane, abbiamo più di 30mila persone imputate (perché in attesa di primo giudizio, appellanti e ricorrenti). Altrettanto importante è però che il Governo metta concretamente mano alla situazione penitenziaria del Paese, ormai giunta ad un livello emergenziale. La situazione di tensione che si sta determinando in molti istituti penitenziari del Paese, fatta di aggressioni a personale di Polizia Penitenziaria e manifestazioni di protesta dei detenuti, rischia di degenerare. Credo quindi che l'esecutivo Berlusconi non possa perdere ulteriore tempo ma debba prevedere interventi urgenti e non più procrastinabili, considerato anche che il Corpo di Polizia penitenziaria è carente di più di 5mila unita e che oggi ci sono in carcere ben 66 mila detenuti a fronte di circa 42mila posti letto, il numero più alto mai registrato nella storia dell'Italia. Quella della sicurezza penitenziaria è una priorità per chi ha incarichi di governo ma anche per chi è all'opposizione parlamentare. E' una priorità per tutti. Per questo motivo noi rinnoviamo, per il bene del Paese, l'auspicio di una svolta bipartisan di governo e Parlamento per una nuova politica della pena, necessaria e non più differibile, che ripensi organicamente il carcere e l'Istituzione penitenziaria".
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