CARCERI: SERVONO RISPOSTE CONCRETE. LA POLITICA HA IL DOVERE DI AFFRONTARE E RISOLVERE IL PROBLEMA |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 07 maggio 2010 |
(NSD) - "La politica ha i suoi tempi, i suoi riti e i suoi luoghi, che rispettiamo anche se qualche volta non comprendiamo. L’universo penitenziario e la comunità penitenziaria, però, hanno necessità di risposte concrete ed urgenti. I 67.600 detenuti stoccati ed ammassati nelle nostre fatiscenti prigioni sono un problema sociale che la politica ha il dovere di affrontare e risolvere". Anche oggi la Uilpa Penitenziari torna a sollecitare il Governo ed il Parlamento considerando che dall'inizio dell'anno ci sono già stati 24 suicidi, 33 suicidi sventati, 70 agenti penitenziari aggrediti e feriti, oltre alle rivolte di Porto Azzurro, Fossano e Vicenza.
"Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur: questa ci pare un’allocuzione più che calzante per definire l’allucinante situazione che attiene alle discussioni in atto sui percorsi deflattivi delle criticità che investono il sistema penitenziario. Passato il tempo delle parole è davvero giunto il tempo delle responsabilità e dei fatti concreti. Altrimenti mentre a Roma si discute nelle carceri saranno espugnate e si estingueranno le residue briciole di civiltà, dignità e legalità - ha detto Eugenio Sarno.
La politica ha i suoi tempi, i suoi riti e i suoi luoghi, che rispettiamo anche se qualche volta non comprendiamo. L’universo penitenziario e la comunità penitenziaria, però, hanno necessità di risposte concrete ed urgenti. I 67.600 detenuti stoccati ed ammassati nelle nostre fatiscenti prigioni sono un problema sociale che la politica ha il dovere di affrontare e risolvere. Analogamente le infamanti condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari, privati di ogni diritto, sono un problema che il Governo Berlusconi non può più far finta di ignorare. Per questo riformuliamo il nostro pressante invito al Ministro Alfano ad affrontare l’emergenza penitenziaria con senso pratico ed in modo istituzionalmente responsabile coma ha già dimostrato di saper, e voler, fare. Ma non si limiti alle sole parole.
Questa mattina, a Como, si è registrato il 24° suicidio in cella dall’inizio dell’anno. Tutti i termini per definire l’allarmante situazione interna alle carceri sono stati, oramai, abbondantemente abusati. Nonostante ciò non tutti hanno ancora chiaro e definito il gravissimo quadro delle pulsioni che attraversano l’ambiente penitenziario. Ritengo che la replica di Alfano a Maroni sulla necessità politica e morale di intervenire sull’emergenza carceri, con l’impegno a portare la questione nel prossimo CDM, è stata una risposta istituzionalmente corretta, competente, inappuntabile. Sia chiaro che le soluzioni individuate dal Ministro Alfano nel DDL-carceri non sono ne strutturali ne esaustive, ma contribuirebbero, non poco, a deflazionare l’incredibile sovrappopolamento e a dare un pò di ossigeno all’intero sistema. Vogliamo, inoltre, sottolineare come sia improprio paragonare la detenzione domiciliare all’indulto, perché è solo una forma alternativa di detenzione (ma pur sempre di detenzione si tratta) e quindi non c'è sconto di pena o estinzione del reato. La messa in prova (probation), invece, è uno strumento che ha già prodotto effetti positivi. Le soluzioni radicali, efficienti e strutturali noi le individuiamo nella riforma del momento sanzionatorio, nelle politiche di prevenzione del crimine e della devianza minorile e nel trattamento terapeutico per i tossicodipendenti - ha concluso Sarno".
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