CARCERI: OSAPP, MEGLIO CHE POLIZIA PENITENZIARIA DIPENDA DA MARONI. UILPA: APPELLO A BERLUSCONI |
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di: Redazione Nsd
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venerdì 04 giugno 2010 |
(NSD) - "Nulla dal Ministero della Giustizia e dal Capo del Dap Ionta per la Polizia Penitenziaria. Meglio il passaggio del Corpo alle dipendenze del Ministro dell'Interno Maroni". La provocazione arriva dal sindacato Osapp che si è detto scettico sulla possibilità che vengano realmente assunte le 2mila unità in più promesse dal Governo. Intanto, la UilPa Penitenziari ha rivolto un appello al Presidente del Consiglio sulla drammatica situazione carceraria italiana, affinché "la pena non si trasformi in tortura e il lavoro in supplizio"....
OSAPP: "I nuovi posti di lavoro promessi da Berlusconi non ci saranno e questo perché in alcun testo all'esame del Parlamento né tanto meno in quello sulla detenzione domiciliare è mai esistito un dispositivo di tale contenuto. Nonostante le riduzioni conseguenti alla nuova manovra finanziaria, permangono vigenti e spendibili i 600 milioni di euro per il piano di edilizia penitenziaria, che alle attuali condizioni corrisponderanno a 600 milioni in opere inutilizzabili. Se tale è la considerazione nei nostri confronti, ci chiediamo che senso abbia per i poliziotti penitenziari italiani permanere alle dipendenze degli attuali Ministro e Sottosegretari della Giustizia, nonché di un Capo di Dipartimento che percepisce un'indennità aggiuntiva di 400 mila euro l'anno proprio grazie al Corpo, e se, invece, vista la strenua difesa dei propri uomini sostenuta anche in Consiglio dei Ministri, non sia più utile, anche per la sicurezza della Collettività, il passaggio della polizia penitenziaria alle dipendenze del Ministro dell'Interno Maroni".
UILPA PENITENZIARI: "Ecco i numeri delle carceri italiane nel periodo dal 1 gennaio 2010 a oggi. 28 i detenuti che si sono suicidati all'interno delle celle; 4 appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria che si sono suicidati; 93 agenti penitenziari, 2 medici, 4 infermieri aggrediti e feriti da detenuti che hanno riportato prognosi superiori a 5 giorni; 42 tentati suicidi da parte di detenuti sventati dalla polizia penitenziaria; 3 evasioni; 5 tentate evasioni sventate. Con dispiacere, ma con fondata preoccupazione riteniamo poter affermare che il peggio debba ancora arrivare. Per questo Le affidiamo, convintamente, l'appello a impedire che ci si incanali in una deriva che trasformi la pena in tortura e il lavoro in supplizio. La nostra Democrazia e la nostra Civiltà debbono impedire che ciò accada".
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