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CARCERI: NUOVO ALLARME LANCIATO DALLA UIL PENITENZIARI. ANCHE IL PD CHIEDE DI ASCOLTARE I SINDACATI

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di: Redazione Nsd   
giovedì 19 marzo 2009
(NSD) - La Uilpa Penitenziari ha lanciato un nuovo allarme sul sistema carcerario italiano sottolineando come quella penitenziaria non sia più solo una questione sociale ma una vera questione di ordine pubblico che rischia di creare tensioni difficilmente gestibili. Anche il PD ha espresso preoccupazione di fronte al continuo ripetersi di gravi aggressioni da parte dei detenuti ai danni degli uomini della Polizia Penitenziaria e ha accusato il Governo di non aver stanziato risorse economiche sufficienti.


LANFRANCO TENAGLIA (PD)

"L'allarme e la preoccupazione espresse dai sindacati della polizia penitenziaria, di fronte al continuo ripetersi di gravi aggressioni da parte dei detenuti ai danni di uomini del personale di custodia, vanno ascoltati e devono servire per affrontare in maniera organica e definitiva il grave stato della situazione carceraria. La costruzione di nuove carceri, gli investimenti nella sicurezza e l'aumento dell'organico della polizia penitenziaria sono necessarie e indifferibili. Il governo su tutto questo è inerte, assente: anche il piano carcerario, di prossima predisposizione, sarà l'ennesima presa in giro perché, a fronte dei proclami sulla costruzione di nuove carceri, non prevede lo stanziamento delle necessarie risorse economiche per affrontare le spese necessarie".


COMUNICATO UILPA PENITENZIARI

"Di fronte alla realtà dei numeri non bastano più le parole o le declamazioni di intenti. Occorre agire e in fretta per prevenire l’ingestibilità delle tensioni già in atto che, inevitabilmente, si acuiranno in concomitanza con la stagione estiva. La questione penitenziaria non è solo più una questione sociale , è oramai una vera questione di ordine pubblico e in quanto tale l’intero Governo, auspicabilmente con il concorso della maggioranza e della opposizione, ha il dovere di agire per prevenire - ha spiegato Eugenio Sarno, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari.

La conta dei detenuti presenti alla data di ieri assommava a 60.789. A fronte di una ricettività massima delle strutture penitenziarie di 43.169. Parlare di ammasso nelle celle, quindi, è delineare un quadro reale nella drammaticità della situazione. D’altro canto in occasione dello scorso indulto invocammo, invano, misure strutturali. Proprio la mancanza di tali interventi ha delineato l’attuale, insostenibile, situazione. Noi riteniamo che occorre agire immediatamente sulle dotazioni organiche della polizia penitenziaria  per dar fiato al personale oramai esausto, oberato da carichi di lavoro insostenibili (circa 5.000 le vacanze accertate dallo stesso Ministero della Giustizia) e per garantire effettivamente una pena volta al recupero ( circa 400 gli educatori vincitori di concorso in attesa di assunzione). Il piano carceri annunciato dal Ministro Alfano è una soluzione, ma a medio-lungo termine. Noi siamo convinti che bisogna agire anche per via legislativa con adeguate riforme.

La UIL PA Penitenziari rende noto che al 31 dicembre del 2008 il 51,3 % della popolazione detenuta aveva una posizione giuridica di imputato mentre il 63,9 % dei detenuti avevano da scontare un residuo di pena non superiore ai tre anni. Anche l’incidenza di detenuti stranieri è un dato molto significativo che contribuisce ad aggravare il quadro complessivo (a dicembre 2008 37,09 sul totale).

Di fronte a tali cifre immaginare una vera riforma della giustizia che non preveda il sistematico ricorso alla carcerazione preventiva e che preveda un maggior ricorso a pene e sanzioni alternative ci pare una via obbligata per decongestionare strutturalmente la tendenza al sovrappopolamento, a prescindere dalla costruzione di nuove carceri. E’ chiaro che ciò  si lega direttamente a un sistema di controllo che garantisca la collettività e la sicurezza pubblica, affermando il principio della certezza della pena che per noi non significa pedissequamente stato di detenzione. Per questo invitiamo l’Amministrazione Penitenziaria, il Ministro Alfano, il Parlamento ad avviare un confronto sulle possibili soluzioni, anche attraverso il ricorso a moderne tecnologie. Tempo fa lo stesso Ministro Alfano ci aveva anticipato che avrebbe richiesto una  attività specifica delle Commissioni Giustizia ad oggi, però, nulla si rileva in merito. Pertanto, solleciterò, nelle prossime ore, i Presidenti Berselli e Buongiorno ad una audizione di merito. Anche rispetto all’effettiva possibilità di espellere stranieri che delinquono occorre affermare soluzioni concrete che possano contribuire alla deflazione delle criticità in atto
".





Tags:  uilpa penitenziari carcere lanfranco tenaglia pd

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