CARCERI: INCONTRO TRA I SINDACATI DI POLIZIA PENITENZIARIA ED IL MINISTRO ALFANO |
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di: Redazione Nsd
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mercoledì 04 febbraio 2009 |
(NSD) - Si è svolto ieri al Ministero della Giustizia un incontro tra il Guardasigilli Angelino Alfano e le organizzazioni sindacali della Polizia Penitenziaria (Sappe, Osapp, Uil, Sinappe, Cisl, Cgil, Uspp, Cnpp e Siappe). Presente anche il Capo del DAP e Commissario straordinario per le carceri Franco Ionta. I Sindacati hanno chiesto al ministro Alfano di impegnarsi a risolvere i punti più critici e hanno lanciato un nuovo allarme per il possibile collasso del sistema penitenziario.
I Sindacati di Polizia Penitenziaria hanno chiesto al Ministro Alfano di impegnarsi, nell’immediato, su tre questioni che si ritengono prioritarie: offrire al sistema penitenziario quelle soluzioni che concorrano a deflazionare gli istituti di pena, che favoriscano l’adeguamento e l’implementazione delle risorse umane, per garantire un sistema di relazioni sindacali corretto ed efficiente.
Il Ministro Alfano ha innanzitutto evidenziato come per il Presidente del Consiglio Berlusconi il tema delle carceri è una priorità di Governo ed ha condiviso la necessità di ripristinare un corretto sistema di relazioni sindacali nell’Amministrazione penitenziaria, fissando un nuovo incontro con le OO.SS del Corpo il prossimo 3 marzo 2009.
I Sindacati hanno preso atto degli impegni - parziali - assunti dal Ministro Alfano, nella consapevolezza che non si è usciti comunque dall’alveo della manifestazione di intenti, e, pur valutando positivamente la calendarizzazione a breve di un nuovo incontro, auspicano che nel corso di questi 30 giorni il Capo del DAP nonché Commissario straordinario per le carceri Ionta sottoponga alle OO.SS proposte concrete per la soluzione perlomeno dei problemi più impellenti, quali le carenze di organico della Polizia penitenziaria e la deflazione per il sovraffollamento.
I Sindacati si sono detti insoddisfatti per le risposte e hanno rilanciato ancora una volta l’allarme per un circuito penitenziario sempre più vicino al collasso del sistema, laddove l’aumento di mille detenuti al mese avvicina sempre più la soglia dei 63mila ristretti (ritenuta la capienza massima di tolleranza delle carceri italiane).
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