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CARCERI: IN UN MESE MILLE DETENUTI IN PIU'. PREOCCUPAZIONE DEL SAPPE

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di: Redazione Nsd   
martedì 10 marzo 2009
(NSD) - Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Sappe, ha espresso preoccupazione per la situazione delle carceri in Italia. Secondo i dati forniti, ci sono 1.300 detenuti in più rispetto alla fine del mese di gennaio per una popolazione detenuta complessiva che si avvicina rapidamente a quota 61mila unità. Nei 206 penitenziari italiani, si è passati, infatti, dai 59.060 detenuti presenti il 31 gennaio 2009 alle 60.350 presenze del 28 febbraio 2009.


COMUNICATO STAMPA SAPPE

Con una media costante di 1.000 ingressi al mese e in assenza di veri provvedimenti deflattivi, le carceri italiane rischiano di diventare roventi nei prossimi mesi estivi in cui potremmo arrivare ad avere oltre 65mila detenuti – ha spiegato Donato Capece segretario generale del Sappe. Si tenga conto che la capienza regolamentare dei nostri penitenziari è di circa 43mila posti: averne oggi quasi 61mila vuol dire, soprattutto per i poliziotti penitenziari che lavorano nella prima linea delle sezioni detentive, condizioni di lavoro particolarmente stressanti e difficoltose, anche dal punto di vista della propria sicurezza individuale.

Si tenga conto che gli organici del Corpo di Polizia Penitenziaria registrano carenze quantificate in ben oltre 5mila unità. Questo dovrebbe far comprendere quali e quanti disagi quotidianamente affrontano le donne e gli uomini del Corpo, cui va la riconoscenza e la gratitudine non solo del Sindacato che rappresento ma, ne sono convinto, di tutta la Nazione.

Capece giudica positivo che il Cipe abbia recentemente stanziato 200 milioni di euro per realizzare penitenziari che sostituiscano le strutture più vecchie e fatiscenti, ma la questione generale del sovraffollamento penitenziario non può trovare esclusiva risposta nello sviluppo dell'edilizia. Non solo per i tempi lunghi di esecuzione dei lavori, ma soprattutto per la carenza di risorse umane, specificamente Polizia penitenziaria e personale del Comparto ministeri, necessarie per la gestione delle nuove strutture: le attuali dotazioni organiche sono infatti già drammaticamente carenti.

Il
Sappe conclude Capece vorrebbe provare a suggerire una soluzione deflattiva, tenuto anche conto che oggi abbiamo il 51% dei detenuti imputati, il 46% definitivi ed il 3% internati. Da molto tempo ormai parliamo di una espansione dell'esecuzione penale esterna, ossia il sistema delle misure alternative, che può essere incentivata offrendo garanzie di sicurezza credibili sia dal giudice che le dispone, sia dalla stessa collettività. Invito dunque i Ministri della Giustizia e dell’Interno, Alfano e Maroni, a riprendere celermente i lavori per la definizione di quello schema di decreto interministeriale del Ministro della Giustizia di concerto con quello dell'Interno finalizzato a disciplinare il progetto che prevede l'utilizzo della Polizia Penitenziaria all'interno degli Uffici di esecuzione penale esterna (Uepe). Il decreto, inspiegabilmente accantonato, prevedeva molto chiaramente quale era il ruolo della Polizia Penitenziaria negli Uffici per l'esecuzione penale esterna: svolgere in via prioritaria rispetto alle altre forze di Polizia - proprio perché specializzati nella gestione dell’esecuzione penale – la verifica del rispetto degli obblighi di presenza che sono imposti alle persone ammesse alle misure alternative della detenzione domiciliare e dell'affidamento in prova. Forse questo potrebbe convincere anche i Magistrati a ricorrere maggiormente alla concessione di tali misure alternative. Mi appello dunque ai Ministri Alfano e Maroni perché quello schema di decreto interministeriale possa tornare quanto prima ad essere discusso”.



Tags:  sappe polizia penitenziaria carcere sovraffollamento delle carceri donato capece

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